“Maurizio Landini? Ha qualità e statura politica senza paragoni”

“Maurizio Landini non è il salvatore della Patria, o l’uomo dei miracoli ma il numero uno di un insieme.” Parla Bruno Papignani, segretario generale della Fiom emiliana, una delle regioni in bilico nel gioco degli schieramenti nazionali, che in lungo post su Facebook plaude alla scelta di Susanna Camusso, cui rivolge gli auguri per la sua candidatura a segretaria del sindacato mondiale, di indicare, quale successore, Maurizio Landini: “lo conosco da vent’anni”, scrive Papignani, “ha qualità e statura politica senza paragoni. Oggi che la proposta a futuro segretario generale è ufficiale sono felice. Sono felice non solo per la popolarità e il vasto sostegno rigeneratore di gode fra i nostri iscritti, ma perché lo ritengo la persona più adatta a gestire le traversie politiche di questa fase, il volto convinto di un sindacato che vuole cambiare e tornare protagonista. La persona giusta in grado di motivare un progetto e un modello di società che va reinventato e riscritto, dunque non il salvatore della patria o uomo dei miracoli, ma il numero uno di un’insieme. Maurizio ha doti di indipendenza, progettualità e l’apertura politica necessaria. Maurizio è quello che serve oggi alla Cgil, dunque plaudo alla proposta avanzata dal segretario uscente.”

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Sul metodo, contestato dall’opposizione interna, con cui Susanna Camusso ha gestito la fase della proposta, Papignani ricorda che “da sempre è il segretario uscente che avanza la proposta del successore”. Per questo, spiega ancora Papignani, “non capisco tanta opposizione sul fatto che dopo un’ampia consultazione il segretario uscente avanzi una proposta? perché il gruppo dirigente dello SPI si svena sprecando energie utili a portare avanti i diritti dei pensionati, palesandosi supporter e azionista di una candidatura alternativa.”

E infine, rivolgendosi a Vincenzo Colla, possibile candidato alternativo, Papignani lo invita a non autocandidarsi per non dividere la Cgil: “un’ultima cosa, il motivo che sentirete ripetere fino all’ossessione per scongiurare l’elezione di Maurizio Landini sarà che è divisivo. Mi chiedo! ma perché? Uno può essere d’accordo o in disaccordo, se la maggioranza dell’assemblea generale lo voterà sarà (com’è sempre successo) il segretario di tutti. se invece per dimostrare che è divisivo ci sarà l’auto-candidatura di Vincenzo Colla, risulterà altrettanto palese che a voler dividere la Cgil sarà Vincenzo Colla per conto di qualcuno dal quale non riesce più a liberarsi.”

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