Landini candidato, la sinistra sindacale si schiera con Camusso. E anche Treves (Nidil)

La sinistra sindacale della Cgil, “Lavoro e Società”, condivide il percorso che ha portato all’indicazione di Maurizio Landini. Con un post pubblicato sul sito  dell’area sindacale, Giacinto Botti spiega le ragioni di questa scelta: “Le modalità con le quali il segretario generale ha formulato la proposta per la futura leadership della Cgil”, scrive Botti, “rispondono alle esigenze di chiarezza e sono rispettose delle nostre regole, coerentemente con l’Odg approvato nel direttivo del 29 maggio scorso. Dopo una consultazione del gruppo dirigente diffuso, la segreteria nazionale, su indicazione del segretario generale, si è espressa a maggioranza a favore sulla proposta di un autorevole dirigente. Questa è la legittima e diretta indicazione di chi ha guidato la Cgil in anni difficili, mantenendone integra la forza e la rappresentatività, senza offrire spazi a speculazioni e intromissioni nella nostra autonomia, della quale siamo gelosi”.

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Va precisato che di sinistre sindacali nella Cgil, al momento, ne sarebbero state censite almeno quattro, segno che se una cosa non manca nella Cgil è il pluralismo. Quella maggioritaria di “Lavoro e Società”, coordinata da Giacinto Botti e dal toscano Maurizio Brotini (entrambi membri del direttivo nazionale), quella che fa capo ad Eliana Como, la prima sottoscrittrice del secondo documento congressuale e l’area di “Democrazia e Lavoro” nata dalla “scissione” con “Lavoro e Società,” che, però, sarebbe a sua volta spaccata in due: una parte consistente sosterrebbe la candidatura di Maurizio Landini. Un’altra, coordinata da Nicola Nicolosi, Adriano Sgrò e Micol Tuzi, sembrerebbe invece propendere verso la candidatura – non ancora ufficializzata – di Vincenzo Colla, sostenuto, come è noto, dalla “destra” interna della Cgil.  Una posizione che avrebbe lacerato ulteriormente l’area sindacale – rendendo di fatto marginale ciò che ne è rimasto – e che ad alcuni risulta politicamente incomprensibile: “Non si capisce come un’area di sinistra possa sostenere la candidatura di Colla che è a favore della Tav e a favore del modello concertativo”, si chiede qualcuno.

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In giornata, anche Claudio Treves, segretario nazionale del Nidil, la categoria dei lavoratori precari, e voce autorevolissima nella Confederazione, ha preso posizione a favore del percorso intrapreso da Susanna Camusso: “Il segretario generale”, scrive Treves, “ha avuto il mandato dal CD di svolgere l’ascolto delle strutture al fine di avanzare una proposta per l’incarico che fosse il più condivisa possibile e comunque il frutto di un ascolto allargato al più ampio numero di strutture. Certo, qualcosa di assai diverso dai metodi fin qui usati, ma certamente più democratico e quindi più trasparente.Ci si può ovviamente dispiacere dell’esito dell’ascolto e quindi non apprezzare la proposta, ma non si possono avanzare dubbi sulla correttezza del metodo seguito, altrimenti ci si comporta come i bambini che si riprendono il pallone se la propria squadra perde”.

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