L’editto di Bellerio

Un editto, emanato dalla sede della Lega di via Bellerio, durante una conferenza stampa. Così Matteo Salvini annuncia la crociata contro il nuovo “nemico”, scelto per alimentare il suo racconto bonapartista: “Ho visto con soddisfazione”, ha detto ai giornalisti, “che la Cgil boccia la manovra, vuol dire che è fatta bene. Se la manovra non piace alla Camusso vuol dire che è una manovra che punta sul lavoro, sullo sviluppo. Alcune bocciature da parte di qualcuno, mi dicono che siamo sulla strada giusta”. Quattro righe, con nemico incorporato da dare in pasto alle masse fameliche: Susanna Camusso. Che, nel linguaggio metonimico di Salvini, significa la Cgil e il sindacato tutto. Una precisa stratregia che si muove sulle punte del tridente populista che Salvini sta rivolgendo contro i corpi della mediazione sociale e della stessa idea di democrazia rappresentativa.

LA PUNTA MEDIATICA

Attraverso l’attacco al “simbolo”, all’icona, in questo caso Susanna Camusso, Salvini lancia una potente campagna mediatica contro tutto il sindacato. Se il sindacato dice una cosa e allora si fa la cosa opposta. Per questa via, Salvini colloca la Cgil dentro il classico schema duale amico/nemico. O bianco o nero. “La Bestia”, la poderosa macchina della propaganda salviniana, poi, si occuperà di viralizzare il contenuto sui social e il gioco è fatto. In questo modo il sindacato è messo all’angolo da un sentimento pubblico sempre più ostile. Si può fermare questo eccezionale tentativo di isolamento? Sì, mettendo in  circolo i più alti livelli di credibilità pubblica che la Cgil riesce ad esprimere tra i dirigenti, i militanti, gli iscritti.

LA PUNTA NORMATIVA

Questo blog aveva già anticipato le intenzioni della Lega di abbattere drasticamente le risorse economiche del sindacato, attraverso l’abolizione della trattenuta sindacale e dell’automatismo di rinnovo delle deleghe, anche vietando all’Inps, di effettuare servizio di esazione, come previsto dalla legge n. 311 del 1973. Sarebbe un duro colpo per la Cgil, come ha spiegato l’altro ieri il segretario della Cgil di Bologna, Maurizio Lunghi: “Ci dobbiamo preparare all’idea”, ha detto Lunghi, che il governo elimini “il meccanismo automatico di trattenuta sindacale per il versamento delle quote di iscrizione. Sarebbe un duro colpo per il sindacato e costringerebbe tutti noi a rincorrere gli iscritti per incassare le quote”. Si può contrastare questo tentativo? Sì, parlando con tutti quelli che in Parlamento, e non solo a sinistra, e sono tanti, comprendono il significato e il valore dei corpi della mediazione sociale, non a caso protetti dalla Costituzione nata dalla Resistenza antifascista.

LA PUNTA DEMOCRATICA

Sempre a Bologna, nelle conclusioni, Susanna Camusso è stata chiarissima. Con questo governo, la disintermediazione ha assunto caratteristiche originali. E mentre Renzi non riceveva nessuno, questi ricevono tutti e chiunque, a prescindere dal livello di rappresentatività. Una forma di “ipermediazione” che svuota di senso la rappresentanza sociale. Perché quando ti ritrovi ad un tavolo assieme ad ottanta sigle, molte delle quali nate su commissione e prive di alcuna rappresentatività, nessuno vale niente.

La situazione è grave ma anche seria.

Fortebraccio News

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