Replica ai firmatari della lettera a Nicolosi: “Basta castronerie, vostra nota di cattivo gusto”

Riceviamo e pubblichiamo la replica di “Democrazia e Lavoro” di Livorno alla lettera aperta che quindici componenti del direttivo nazionale, primi firmatari Simonetta Ponzi e Gianni Rinaldini, hanno inviato a Nicola Nicolosi, coordinatore nazionale dell’area sindacale.

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NON UN PASSO INDIETRO

L’area programmatica Democrazia e Lavoro CGIL Livorno dichiara inaccettabile e prende le distanze dalla nota uscita a firma di alcuni dirigenti Nazionali, tra cui Gianni Rinaldini e Simonetta Ponzi, dove affermano che l’esperienza dell’area programmatica Democrazia e Lavoro è finita da giugno e non esiste più.
La scelta di questi compagni e compagne di non proseguire con questa esperienza è legittima ma che si permettono con la scusa di attaccare il nostro Coordinatore Nazionale Nicola Nicolosi di disconoscere con un comunicato il lavoro che fanno decine di Compagne e Compagni sui territori lo reputiamo strumentale e di cattivo gusto.
Poichè è evidente che questa nota è figlia del clima che si è creato in questi mesi e si è definitivamente avvelenato nel direttivo nazionale del 27 ottobre ci teniamo a chiarire alcuni punti per evitare che in futuro si continui a scrivere e raccontare castronerie.
– Reputiamo che la responsabilità di questo caos sia tutta sulle spalle della segretaria uscente Susanna Camusso che dopo aver raccolto una maggioranza bulgara del 98% sul documento congressuale di cui lei è la prima firmataria non è stata in grado di gestire la fase della nomina del suo successore alimentando una guerra fra bande che è sfociata in un tam tam su stampa e social network davvero imbarazzante.
– Reputiamo che per nessun motivo in un organizzazione di massa come la CGIL possa passare il principio che il fine giustifichi i mezzi, abbiamo uno statuto che stabilisce in maniera dettagliata le regole per affrontare ogni passaggio e a questo dobbiamo attenersi tutti (Segretaria generale compresa).
– Reputiamo inaccettabile il clima da stadio che si è creato a sostegno delle due fazioni in campo pertanto ci rifiutiamo di prendere parte a questo “teatrino” figlio del clima che si respira nel nostro paese.
– Reputiamo che la CGIL non abbia bisogno di uomini soli al comando ma di un gruppo dirigente in grado coinvolgere e attivare tramite le camere del lavoro gli oltre 5 milioni di iscritti alla nostra organizzazione.
– Reputiamo che invece di perdere mesi a discutere sui nomi dovevamo lavorare per costruire consenso e organizzare mobilitazioni contro questo governo che in continuità con i precedenti continua a accanirsi contro la classe subalterna del nostro paese.
– Reputiamo infine, nonostante i passaggi a vuoto degli ultimi anni, che la candidatura di Maurizio Landini a Segretario Generale corrisponda ad un profilo di spessore riconosciuto e stimato da molti dei nostri iscritti.

Democrazia e Lavoro Livorno

Fortebraccio News

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