“Landini è la scelta giusta per la Cgil”

Per la prima volta, con lo stile e con i toni pacati che lo caratterizzano, Sergio Cofferati interviene sulle vicende interne della Cgil. Lo fa con un’intervista a Massimo Franchi de “Il Manifesto” perché, dice “sono molto preoccupato”. Anzitutto dai toni.

“Ho timore – dice Cofferati – di una Cgil nella quale la normale dialettica si trasforma in una contrapposizione che indebolisce l’organizzazione. Si è creata una tensione che rischia di produrre una frattura profonda tra i dirigenti e soprattutto di disorientare i lavoratori e chi ti osserva con simpatia”.

Non capisce, l’ex segretario della Cgil, come sia possibile questa divisione in presenza di una linea condivisa e di un documento unitario.

Il congresso era partito bene perché la discussione era su un documento sostanzialmente unitario. Una linea condivisa che affronta vari temi: crescita e sviluppo che mancano, il rispetto dei diritti individuali e collettivi e di solidarietà non difesi dai governi di centrosinistra. Il tutto con un sforzo di proposte e approfondimento. Ad un certo punto la situazione cambia radicalmente ed esplode una tensione incomprensibile e ingiustificata.

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Le questioni di metodo, agitate dai sostenitori pro Colla, per Cofferati, non hanno alcuna “ragion d’essere” e si chiede se in realtà nella discussione non vi sia “un non detto”:

Vedo agitare temi di metodo che secondo me non hanno ragion d’essere sull’individuazione del futuro segretario generale. Oltre che possibile, è credibile che ci sia unità così larga sulla proposta politica e una divisione così aspra sulla scelta del segretario? È un quesito inquietante perché sarebbe drammatico scoprire cammin facendo che in verità l’unità non è data. Diversamente chiunque è legittimato a pensare che ci sia un non detto che mette in secondo piano il merito. Se esiste invece una differenziazione di linea politica, andava messa in campo prima. Io non credo sia così e allora se la linea politica è condivisa la Cgil deve scegliere la persona che meglio può aiutare l’organizzazione a interpretarla in una gestione corale e collegiale. La segretaria generale ha quindi il dovere, prima ancora del diritto, di individuare una ipotesi. Due sono le strade percorribili, entrambe legittime e già sperimentate nella storia della Cgil. O il segretario individua una persona o indica una procedura. Questa seconda possibilità è stata usata solo da Bruno Trentin quando ha lasciato la Cgil. Dunque la proposta di Maurizio Landini è pienamente legittima. Questo non impedisce a chicchessia per l’assemblea generale di gennaio di avanzare un’altra proposta.

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E sulla scelta di Susanna Camusso di designare Landini, cofferati non ha dubbi: “quella più efficace”. E Colla? Può stare in segreteria confederale.

 Penso che soprattutto in una fase come questa la scelta di Maurizio Landini possa essere quella più efficace. Lo dico non perché Maurizio abbia avuto un percorso vagamente simile al mio, ma perché la Cgil ha bisogno di un profilo politico e di esperienza come il suo. Ho visto che si affaccia il nome di Vincenzo Colla fra chi non è d’accordo. Vincenzo è un dirigente capace e c’è bisogno di persone come lui nella segreteria confederale.

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Infine, sulle accuse a Landini di essere troppo vicino al Movimento 5 Stelle Cofferati risponde:

Non mi sembra affatto. La caratteristica più importante che incarna Landini è aver maturato un’esperienza anche contrattuale nel campo dell’industria, quello che in questi anni è stato oggetto delle trasformazioni più rilevanti sia come innovazione che come linea di confine con il lavoro che cambia. Aggiungo che Landini in questi anni ha incrociato le organizzazioni di rappresentanza nel modo più fecondo.
Per lei quindi una Cgil a guida Landini può diventare un punto di riferimento anche per ricostruire la sinistra in Italia?
Sì, può diventarlo. Ma non per sostituirsi alla rappresentanza politica. Guai. Ma credo possa essere un elemento di coagulo per la sinistra come capitò alla Cgil qualche decennio fa su un tema come la pace assieme a Tiziano Terzani, Luigi Ciotti, Alex Zanotelli e Gino Strada.

Qui l’intervista integrale.

 

7 pensieri riguardo ““Landini è la scelta giusta per la Cgil”

  1. Legittime le opinioni di Sergio, ma Ladini incarna esattamente l’ idea di un sindacato che si pone su un terreno ideologico scarsamente aderente alla realtà. Le sue pratiche contrattuali hanno generato sconfitte e isolamento. Quelle modalità hanno prodotto divisioni con CISL e UIL e in casa propria. In più una strana idea del rapporto con la politica che separa la CGIL dalla sua storia. Cofferati ha ragione quando si riferisce al documento congressuale unitario e alla mancata chiarezza di differenti posizioni. Era quello il segnale che Ladini e la segretaria stavano portando a sintesi un progetto che si era evidenziato da tempo, prima con il forte condizionamento subito da Camusso, poi con il prolungato abbassamento dei toni di Landini.

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    1. giovanni cozzato<
      legittime le sue opinioni
      ma Landini incarna( non potrebbe essere altrimenti provenendo dalla fiom-cgil ) un sindacalista aderente alla realtà spesso dura e cruda.ma alla quale certamente non si assoggetta acriticamente
      La informo anche che le divisioni con CISL E UIL le ha create Marchionne imponendo a loro di firmare accordi separati cosa che hanno fatto piu che volentieri sperando di dividersi poi le spoglie della fiom cgil
      tuttora cisl e uil chiedono al padrone l'esclusione ai tavoli della fiom cgil
      magari se lo può legga i resoconti dei giornali sulle vicende FCA
      sulla storia della CGIL CHE SI SEPARA DALLA SUA STORIA neanche le rispondo
      il suo giudizio sulla Camusso, poi lo trovo insultante

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      1. M sarà consentita almeno la sorpresa per il cambio di opinione radicale della Camusso su Landini? Mi sbaglio o tempo fa la segretaria aveva denunciato Landini alla commissione statuto per violazione delle regole? A parte altre considerazioni si possono esprimere opinioni senza incorrere nel delitto di lesa maestà?

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    2. A me piacerebbe che la CGIL superasse l’idea del nidil, affinché ogni categoria possa seguire i propri precari. Credo che Landini possa essere la persona giusta per operare queste idee, non credo che sia troppo contento dei 127 staff leasing stipulati dalle mie parti.

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  2. Mi sono care le sconfitte che nascono dalla fedeltà ai principi fondamentali.
    E anche l’indipendenza che abbiamo conquistato in questi anni
    Gianni Pizzi

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  3. M sarà consentita almeno la sorpresa per il cambio di opinione radicale della Camusso su Landini? Mi sbaglio o tempo fa la segretaria aveva denunciato Landini alla commissione statuto per violazione delle regole? A parte altre considerazioni si possono esprimere opinioni senza incorrere nel delitto di lesa maestà?

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