La Sicilia? Tutta con Landini

Il congresso della Cgil siciliana, che si è aperto ieri all’Hotel San Paolo di Palermo, “inaugura” il ciclo dei congressi regionali del Sud. La Calabria, la Campania, la Puglia e le altre regioni meridionali, svolgeranno i congressi a partire dalla prossima settimana (Fortebraccio News li seguirà tutti). Il congresso siciliano è, dunque, un importante punto di prospettiva per “leggere” gli equilibri nazionali, in vista del congresso di Bari.

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L’orientamento del gruppo dirigente siciliano, secondo i bene informati, propenderebbe decisamente a favore del percorso intrapreso da Susanna Camusso nella designazione di Maurizio Landini per la successione alla carica di segretario generale. A partire da Michele Pagliaro, numero uno del sindacato rosso in Sicilia, camussiano ortodosso, papabile (dicono) in prospettiva, per l’ingresso in segreteria nazionale.

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Pagliaro è descritto come un dirigente composto, in prima linea nella battaglia contro il razzismo. A lui, soprattutto, viene attribuita la riuscita della grande mobilitazione del sindacato siciliano contro il “sequestro” dei profugi eritrei sulla nave Diciotti, diventato un caso internazionale.

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Pagliaro, nella sua relazione (qui l’audio), non ha accennato direttamente alle vicende congressuali nazionali ma –  implicitamente – fa notare qualcuno, lo ha fatto un filmato, proiettato all’inizio dei lavori che, nel ripercorrere le iniziative degli ultimi quattro anni, ha più volte richiamato le figure di Susanna Camusso e Maurizio Landini.

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E non sembrerebbe un fatto casuale se la Sicilia, come ci fa sapere un nostro lettore dall’Hotel San Paolo, è tutta convintamente schierata (con qualche fisiologica eccezione) con Camusso e Landini. Tutti i segretari delle maggiori camere del lavoro – Vincenzo Campo (Palermo), Francesco Cutrona (Trapani), Giovanni Mastroeni (Messina), Massimo Raso (Agrigento) –  ad eccezione di Catania, il cui segretario, Giacinto Rota, figura tra i quindici firmatari dell’ordine del giorno della “minoranza” – critico con Susanna Camusso – presentato e poi ritirato all’ultimo direttivo nazionale, condividono il percorso intrapreso per la designazione di Landini. Stando alle proiezioni, tutte da verificare, dei sette eletti siciliani che dovrebbero avere diritto di voto nella prossima assemblea generale, quella per intenderci che potrà votare per il segretario generale, sei sosterrebbero la proposta di Susanna Camusso.

A chiudere i lavori è stato inviato un “corazziere” del calibro di Nino Baseotto, segretario d’organizzazione nazionale, dirigente “ignifugo” e resistente, grande incassatore.

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Pagliaro e Baseotto

E’ stato lui, nel corso delle giornate di Lecce, a schierarsi in prima persona a difesa della segreteria nazionale – e in primis di Susanna Camusso e Gianna Fracassi – dalle invettive social degli esponenti della “destra” interna, furiosi per la presenza del ministro Paolo Savona. La situazione, in Sicilia, appare abbastanza favorevole, dal punto di vista di Camusso e Landini. A Baseotto il compito di “puntellarla”.

Fortebraccio News

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