Sunday Morning

Come nella splendida canzone dei Velvet Underground, per molti, stamattina, l’alba è arrivata presto. Sicuramente per i componenti del direttivo nazionale della Cgil, convocato per oggi nella sede nazionale di Corso d’Italia, in realtà il proseguimento del direttivo della settimana scorsa, con all’ordine del giorno la proposta  di Susanna Camusso per la successione alla carica di segretario generale. Difficile prevedere cosa accadrà ma, da quel che si capisce, dovrebbe svolgersi in maniera più ordinaria, si dovrebbe proseguire con gli interventi (vi sarebbero circa venti iscritti a parlare) e si dovrebbe concludere con un voto su un documento (abbastanza improbabile che vi siano due documenti).

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Ricordiamo che, dei due ordini del giorno presentati la scorsa settimana, solo quello della maggioranza è rimasto in piedi mentre l’altro, critico con Susanna Camusso, firmato da quindici componenti del direttivo, è stato ritirato. In ogni caso, per oggi, è possibile prevedere il voto sulla proposta di candidatura di Maurizio Landini. Altri candidati, al momento, non ce ne sono, anche se Vincenzo Colla, potrebbe “rivelare” la sua candidatura direttamente al congresso di Bari. Sul possibile voto di oggi, i numeri dovrebbero essere a favore di Susanna Camusso e Maurizio Landini come suggeriscono tanti segnali, non ultimo l’intervento di Emilio Miceli, contrario alla proposta di Camusso, che al congresso della Filctem Lombardia, nella sua lunga e articolata conclusione, ha detto chiaramente che, in ogni caso, non sarà il voto del direttivo attuale a determinare chi sarà il segretario ma l’assemblea generale di gennaio. Che, è sì un fatto scontato, come dice “il cittadino Miceli” (secondo una sua brillante definizione), ma segnala anche la consapevolezza di non poter prevalere sul piano dei numeri nell’eventuale voto di oggi.

Fortebraccio News

Un pensiero riguardo “Sunday Morning

  1. Quando sono stati imposti con modalità antidemocratiche sia il coordinatore regionale che il segretario della Filctem Puglia/Bari, a quel qualcuno gli andava a fagiolo, ora non gli va piú bene. E pensare che quelle imposizioni oggi sono costate alla Filctem Bari, in ambito Acquedotto Pugliese, 70 deleghe, che i lavoratori hanno disdettato.

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