Cgil, il direttivo di ieri spiegato in cinque punti

Cosa è accaduto ieri al direttivo nazionale della Cgil? Cosa è cambiato con l’approvazione dell’ordine del giorno presentato dalla segreteria nazionale. E cosa succederà adesso? Sono le domande che tutti gli osservatori e i semplici appassionati di vicende sindacali si pongono in queste ore. Proviamo a spiegarlo in cinque punti.

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1. Ieri è stato approvato – con soli tre astenuti – un ordine del giorno unitario, presentato dall’intera segreteria nazionale, frutto della mediazione tra le due anime della maggioranza che sostiene il primo documento congressuale. Dopo le conclusioni della segretaria generale, il segretario confederale Roberto Ghiselli ha chiesto di poter emendare il documento per evitare rotture traumatiche e salvaguardare l’unità del sindacato. E così è stato.

2. L’ordine del giorno sancisce, innanzitutto, la legittimità e il rispetto delle regole nel percorso che ha portato alla designazione di Maurizio Landini a candidato segretario generale della Cgil. Nessuna forzatura, nessuna violazione, dunque, da parte di Susanna Camusso. Tutto nel rispetto delle regole. Allo stesso tempo, l’ordine del giorno riconosce la legittimità delle “differenti posizioni” che si sono manifestate rispetto a questo percorso.

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3. L’ordine del giorno di ieri ha di fatto ricompattato il gruppo dirigente evitando fratture, pur nel rispetto delle differenze. Il dibattito si è svolto in un clima molto più sereno, anche se le posizioni sono rimaste immutate. La candidatura di Landini, tuttavia, esce obiettivamente rafforzata dal voto di ieri. Competerà poi all’assemblea generale eletta al congresso di Bari eleggere il nuovo segretario generale.

4. Maurizio Landini, dunque, è al momento l’unico candidato ma non è esclusa la presentazione di altre candidature, nello specifico quella di un altro componente di segreteria, Vincenzo Colla, anche se, ha sottolineato Susanna Camusso, è necessario che l’esplicitazione di tali candidature non sia troppo ravvicinata col congresso nazionale che si terrà a Bari dal 22 al 25 gennaio.

5. L’area che per comodità definiremo pro-Colla,  si è presentata con posizioni lievemente differenziate al suo interno. Una parte maggioritaria, costituita dai segretari di Spi (pensionati), Filctem (chimici), Fillea (edili), Cgil Lazio ha votato a favore dell’ordine del giorno. Democrazia e Lavoro, che nei giorni scorsi aveva parlato di “strappi” e “forzature” dello Statuto, si è invece astenuta. Astenuta pure l’area che fa riferimento al secondo documento congressuale.

Fortebraccio News

 

 

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