La scossa di Esmeralda alla Cgil: “Dobbiamo imparare a stare sui social”

Racconta Esmeralda Rizzi che ieri, “nel corso di uno dei direttivi più delicati degli ultimi tempi, quasi tutti gli interventi” hanno “tirato in ballo” i social network. “Molti si sono lamentati di avere subito attacchi su Facebook” e  altri ancora “dell’uso che se ne fa. Più in generale se ne è parlato solo in termini di malcostume e potenziali pericoli”. E tuttavia, fa notare Esmeralda Rizzi, “durante il direttivo gran parte dei presenti era lì sopra a sbirciare blog e post, e a smanettare” con gli smartphone.

fotodirettivo
Foto Esmeralda Rizzi

Esmeralda Rizzi si occupa dei canali social della Cgil. E’ stata lei, ad agosto, a denunciare gli assalti di troll e bot sui profili della Cgil. Un’operazione di “smascheramento” della cui importanza ancora in pochi si  sono resi conto: ” I social sono un mezzo, un media, non vanno demonizzati né santificati ma esistono e dobbiamo farci i conti”,  dice ancora Esmeralda, perché “condizionano la politica, il dibattito, il sistema di formazione dell’opinione pubblica e anche se non ci piacciono dovremmo imparare ad usarli”. Rifuggendo, intanto, aggiungiamo noi, da alcuni pregiudizi neoluddisti, superando gli errori cognitivi che inducono qualcuno a considerare i nuovi media (che poi tanto nuovi non sono nemmeno più) come un artificio del demonio. Occorre fare i conti con la pressa di Gutenberg. “Qui si fa il futuro”, direbbero i pensionati.

SEGUI FORTEBRACCIO SU FACEBOOK

E dunque, bisogna impararli “bene. Perché – continua Esmeralda – al di là della contingenza congressuale, ormai da mesi, ogni volta che la Cgil prende posizione su un tema di politica generale che impatta sul governo o su temi fortemente divisivi veniamo attaccati e insultati sulle nostre pagine, con virulenza e rabbia e, soprattutto, con disinformazione”. E in effetti, ci sarebbe da chiedersi: quanta parte del pregiudizio contro il sindacato si è formata con le fake news, con la “viralità del male”? Tanta, tantissima, perché quelli che non vogliono bene il sindacato “sanno usare  – aggiunge Esmeralda – molto bene la rete. Hanno investito risorse, costruito squadre di comunicazione ufficiali che si muovono come falangi ma anche e soprattutto un sistema di informazione parallelo che sistematicamente fa disinformazione. E spesso noi non ce ne rendiamo conto”. E dunque? Che fare?

“Serve organizzarci. Non serve dire, i social fanno schifo non vanno usati”, spiega ancora Esmeralda. “Dobbiamo, al di là di tutto, costruire la nostra rete di comunicazione e farla funzionare. Per difenderci ma anche per divulgare i nostri temi”. Ecco, allora, come rispondere alla disinformazione, divulgando i “risultati raggiunti, le vertenze chiuse, le conquiste e le battaglie fatte”. Insomma “abbiamo bisogno di raccontare ciò che facciamo” e “di smontare quell’immagine che ci hanno costruito addosso di organizzazione che si occupa più di politica che dei lavoratori”.

SEGUI FORTEBRACCIO SU TWITTER

Basta questo? No, certo, serve tanto altro. Serve, per cominciare, dice ancora Esmeralda, “una riflessione seria ma veloce su come stare sui social e come usarli. Perché è in gran parte lì che oggi si formano opinioni e convinzioni”. E pregiudizi.

Fortebraccio News

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...