I sindacalisti del futuro saranno ingegneri informatici

Il titolo, lo diciamo subito, è una provocazione. Che nasce, però, da un tema centrale nel dibattito sindacale italiano ed europeo. Quale impatto avranno “l’algoritmo” nel mondo del lavoro, quanto lavoro umano sostituirà, e quanto invece ne creerà, e quali nuove forme di sfruttamento produrranno i processi di disintermediazione tecnologici. C’è chi da tempo parla di caporalato digitale, in riferimento, per esempio, ai driver o ai rider a 3,60 euro l’ora. E diceva bene, l’altro giorno, Emilio Miceli al congresso dei chimici della Lombardia: “Altro che rider, qui l’algoritmo ce ritroveremo dappertutto. E sì, va bene, contrattiamo l’algoritmo. Ma con chi?” Con gli ingegneri informatici? Con i programmatori? Con chi scrive i codici?

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Non c’è un congresso sindacale (o politico) in cui non entri con prepotenza il tema dell’algoritmo e dell’intelligenza artificiale. Al congresso di Milano, Maurizio Landini ha parlato degli algoritmi “che possono rendere schiavi”. E prima ancora l’ha fatto il segretario milanese nella sua relazione, Massimo Bonini, esperto di Gig Economy, l’economia dei “lavoretti”. A luglio, un sindacalista della Cgil Lecco si è “infiltrato” per quattordici giorni tra i rider di Deliveroo per capire i meccanismi di lavoro e per sindacalizzare i lavoratori. E così ha fatto pure la Cgil di Pavia, “infiltrando” Francesco, uno studente di scienze politiche,  tra i rider di una delle quattro piattaforme che operano nel pavese: “Il mio capo è una app sullo smartphone, spiego questo mondo al sindacato”,  ha  commentato Francesco, “tutte le comunicazioni tra azienda e fattorini vengono fatte mediante un modulo da compilare online: si comunica solo tramite l’applicazione – spiega Francesco –. Ci sono alcuni moduli da compilare tramite i quali è possibile fare segnalazioni all’azienda”.

A Pistoia, per due giorni, si sono ritrovati i più importanti sindacalisti europei ad un convegno della Cgil, presente anche Susanna Camusso. Il tema? Il sindacato nell’economia digitale e delle piattaforme. Nel prossimo decennio, grande parte delle prestazioni saranno “intermediate” o disintermediate dalle piattaforme. Questo non significa che sparirà il lavoro umano – che anzi i certi ambiti potrebbe addirittura aumentare – ma c’è il rischio concreto che possa subire una “dequalificazione” generalizzata.

Il dibattito è aperto. Di soluzioni al momento ce ne sono poche. Ma anche il sindacato dovrà specializzarsi, e i delegati qualificarsi, formarsi, per fronteggiare queste nuove sfide.

Fortebraccio News

 

Un pensiero riguardo “I sindacalisti del futuro saranno ingegneri informatici

  1. Tante chiacchiere “alla moda”, tanti convegni intelligenti, ma mai nessun funzionario ai cancelli di fabbriche ecc. che, Vi annuncio, esistono ancora.

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