La maledizione dell’ordine del giorno

Una “maledizione” sembra abbattersi in questi giorni sui firmatari del famoso ordine del giorno presentato – e subito ritirato – nel direttivo del 27 ottobre, per obiettare al metodo con cui Susanna Camusso ha proposto Maurizio Landini per la carica di segretario generale della Cgil. Obiezioni che, come è noto, sono state poi cancellate con un successivo ordine del giorno dell’11 novembre votato di fatto all’unanimità. Ma, dicevamo, sui protagonisti del primo ordine del giorno sembra essersi abbattuta una sorta di “maledizione”: tanti, ma proprio tanti, voti contro nei congressi in cui i firmatari dell’ordine del giorno “maledetto” si vanno candidando per la carica di segretario generale. Fortebraccio News ha calcolato il Tasso di Dissenso Attuale (il rapporto cioè tra votanti favorevoli e contrari, fatta eccezione per schede bianche, nulle e astenuti) di alcuni di essi e l’ha raffrontato con quello di chi, invece, ha mantenuto una linea di sostegno alla proposta di Camusso. Chi non è superstizioso, può ovviamente ricercare le ragioni del Tasso di Dissenso Attuale in fattori di contesto, in dinamiche indigene o nella capacità di saper comporre o ricomporre i gruppi dirigenti.

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Iniziamo da Vincenzo Sgalla, sostenitore di Vincenzo Colla della prima ora e firmatario dell’ordine del giorno contro Camusso, rieletto ieri segretario generale dell’Umbria. Nel 2015, era stato eletto con un tasso di dissenso del 20% circa. In soli tre anni è riuscito nell’impresa di incrementarlo di ben 13,7 punti. E tuttavia, su Facebook, Sgalla tira fuori una qualità che, purtroppo, pochi dirigenti sindacali hanno, e ironizza col post di Fortebraccio News: “Braccio Fortebraccio – scrive Sgalla –  intorno al 1400, al servizio dello stato pontificio assalì i popolani perugini per conquistare la città… siamo ancora incazzati”. A Sgalla, voto dieci per simpatia e fair play. Tasso Dissenso Attuale: 33,17%.

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Walter Schiavella, firmatario del documento contro Camusso, ex segretario generale della Fillea nazionale, nel 2015 viene inviato a Napoli in qualità di commissario. Alla sua prima elezione, due anni dopo, ottiene un tasso di dissenso del 14% che, nel congresso della Camera del Lavoro di Napoli, che si è concluso ieri, risulterà più che doppio. Ma il congresso di Napoli ha del sorprendente. Pur risultando tra i firmatari dell’ordine del giorno contro Camusso, a votare a favore di Schiavella, ieri, sono stati soprattutto i sostenitori di Landini. La Fiom, per esempio, non solo ha votato a favore ma ha pure fatto dichiarazione di voto attraverso il suo segretario provinciale, Rosario Rappa, che pure, come tanti altri, non ha risparmiato critiche a Schiavella per la firma apposta sul documento contro Camusso. Critiche che avrebbero amareggiato non poco Schiavella che, secondo fonti partenopeee, sarebbe uscito dal congresso alquanto provato. I pensionati, invece, almeno così parrebbe, laddove non hanno votato contro, hanno votato a favore in “modo condizionato”. Schiavella ha totalizzato un Tasso Dissenso Attuale del 34,12%

Passiamo invece ai segretari regionali che sostengono la linea Camusso eletti in questi giorni.

In Calabria, è stato rieletto Angelo Sposato. Tasso Dissenso Attuale 7,56%.

In Sicilia, riconfermato Michele Pagliaro. Tasso Dissenso Attuale 9,7%.

In Friuli Venezia Giulia, rieletto Villiam Pezzetta. Tasso Dissenso Attuale 13,8%.

Come si può notare, il Tasso di Dissenso Attuale è molto più alto nelle realtà dirette da firmatari dell’ordine del giorno contro Camusso, nell’ordine del doppio o del triplo rispetto alle realtà governate dai sostenitori di Susanna Camusso. Una maledizione? Un caso? Altro? Ciascuno può trarre le conseguenze che vuole. Adesso, sarà interessante vedere se queste tendenze si replicheranno in Sardegna e in Emilia Romagna (i cui segretari sono anch’essi dell’area pro-Colla) o se, invece, rimarranno circoscritte ai casi che abbiamo trattato.

Fortebraccio News

Un pensiero riguardo “La maledizione dell’ordine del giorno

  1. Il “perfido” Fortebraccio non fa i confronti con i precedenti indici di dissenso dei fans della strategia Camusso sulla successione. Ma a parte questo, è interessante il ragionamento secondo il quale il dissenso verso i firmatari dell’ordine del giorno,sarebbe aumentato per questa stessa ragione. Cioè l’incremento del dissenso nella differenza registrata attesta che la sola parte dei nuovi dissidenti si riconosce nel percorso indicato dalla segretaria. Se cosi fosse, ed è probabile,, vuol dire che tutti gli altri cioè la larga maggioranza che ha eletto i segretari firmatari, non condivide metodo e sostanza dell’ indicazione pro Landini a suo tempo e per lungo tempo, storico avversario della maggioranza CGIL e della Camusso.

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