Forza ragazzi

Magari non significa niente, o forse significa tanto, ma a chi scrive, la foto del rider di Deliveroo, fotografato a Firenze con la testa poggiata al muro, ha messo tristezza. Una foto che ha suscitato tante reazioni sui social. “Stiamo privando i nostri giovani del futuro”, ha scritto Denise sulla pagina Facebook del nostro blog. “A me quest’immagine fa incazzare tanto”, ha commentato ancora Renato. “O sbattono la testa al muro o prendono il volo in altri paesi non per un salario ma per essere rispettati”, ha rincarato Andrea. 

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Poi è arrivata Ilaria, che nel commentare ha allegato la foto di un gruppo di giovani rider che protesta contro gli annunciati licenziamenti di 200 ciclofattorini fiorentini di Foodora: “Senti Fortebraccio, ma questi riders sorridenti e determinati che manifestano proprio oggi (ieri, ndr) a Firenze con Nidil Firenze e ci mettono la loro faccia per difendere i diritti di tutti… Come ti mettono? A me danno coraggio. Parliamo anche di loro, perché il futuro della Cgil sono soprattutto i lavoratori e le loro lotte”.

riderfirenze

Dice bene Ilaria, la lotta dei rider è la lotta per i diritti di tutti, è la lotta contro le nuove e dilaganti forme di sfruttamento. Lentamente, faticosamente, i rider stanno provando ad organizzarsi (a Firenze, a Bologna, a Torino, a Roma, a Napoli), ad avere una rappresentanza, a rivendicare un contratto, una giusta retribuzione, un lavoro dignitoso e non un “lavoretto” regolato da un algoritmo. Le organizzazioni sindacali provano da mesi a inserire la figura professionale del rider dentro il contratto nazionale della Logistica, ma le aziende fanno orecchie da mercanti. E anche il governo, il ministro Luigi Di Maio, che pure inizialmente si era intestato questa battaglia, sembra aver rinunciato a difendere gli interessi di queste persone a favore di quelli delle multinazionali del Food Delivery. Foodora, per esempio, ha deciso di chudere baracca e cedere tutto a Glovo. Tutto, tranne i lavoratori che, in 2000, dal primo dicembre, resteranno a casa. Per molti di loro, questo è l’unico lavoro, l’unica fonte di reddito.

Occorre sostenere, anche da cittadini, la lotta di questi lavoratori, occorre incalzare le istituzioni e le forze politiche a farsi carico delle loro sacrosante richieste. Occorre costringere le aziende a discutere, a confrontarsi, a riconoscere diritti e rappresentanza. Loro, i lavoratori, sembrano determinati a non arrendersi, a proseguire la lotta.

Forza ragazzi.

Fortebraccio News

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