Landini vince la “sfida” tv: “In tasca ho solo due tessere, quelle della Cgil e dell’Anpi”

C’è un tempo per tacere e un tempo per parlare, dice L’Ecclesiaste. E oggi, per Maurizio Landini, è arrivato il tempo di riemergere dal lungo letargo mediatico che si è autoimposto nell’attesa che gli organismi interni del sindacato si pronunciassero sulla sua candidatura, l’unica, al momento, presente nella Cgil.

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La fine del punchball

Per la prima volta, nello studio di Lucia Annunziata, Landini si presenta all’opinione pubblica in qualità di “candidato” segretario generale. Peggio di una piaga d’Egitto, per qualche suo avversario interno, che per mesi lo ha usato come un punchball. Lui ha incassato silente, fino all’altro ieri, quando il probabile candidato alternativo, Vincenzo Colla, ha rilasciato un’intervista al TgCom, in parte dedicata alle questioni interne e alla candidatura di Landini. E’ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. E così, dopo aver porto – per rimanere in ambito biblico –  una guancia, e  poi l’altra, alla fine sono finite le guance. Ed è iniziato il secondo tempo del grande film congressuale, la fine della discussione “anfibia”, per pochi, e l’inizio del dibattito pubblico, per molti, della “Cgil bene comune”, come dice qualcuno.

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Ospite assieme a lui, nella prima parte della trasmissione, Romano Prodi che in collegamento da Bologna parla di Europa e di crisi della democrazia di delega. Landini ascolta, qualcuno, sui social, si accorge del suo braccialetto rosso di “Belle Ciao” nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne. La Annunziata congeda Prodi e gli chiede che ne pensa di Landini?”. Prodi sorride e scherza: “Gli emiliani sono sempre saggi”.

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Parte l’intervista al candidato segretario. “Con Landini la Cgil va a finire in mano ai grillini come dice qualcuno?” Chiede subito Lucia Annunziata: “Queste sono caricature. Noi abbiamo discusso di proposte. Noi siamo un sindacato che ha una sua autonomia e un progetto molto preciso. Anzi a proposito della manovra noi non la giudichiamo positivamente perché è inadeguata e sbagliata”. Landini non risparmia critiche al governo Gialloverde, sulle politiche del lavoro, su quelle fiscali, sul blocco dei cantieri, sulla mancanza di investimenti su cui, finora, ci sono stati solo “annunci”. Poi un monito al governo: “Attenti che la strada della disintermediazione è pericolosa, come si è visto”.

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Non ha paura quando pensa che si siederà sulla stessa poltrona di grandi figure che l’hanno preceduta? “Io oggi sono la proposta, per diventare segretario occorre che mi elegga l’assemblea generale al congresso”, precisa. “Sento la responsabilità, se eletto, di dover affrontare una situazione inedita. Ma occorre affrontarla tutti assieme, in modo collettivo”. E infine, “lei voterà alle primarie del Pd?”, domanda Annunziata. “No, finché sarò dirigente sindacale non voterò alle primarie. Io ho in tasca solo due tessere, quella della Cgil e quella dell’Anpi perché l’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro ed è antifascista. Siamo qui per cambiare le cose dentro e fuori il sindacato “. Infine Annunziata fa gli auguri a Landini, quasi un endorsement: “Auguro al sindacato il miglior risultato possibile”.

Fortebraccio News

4 pensieri riguardo “Landini vince la “sfida” tv: “In tasca ho solo due tessere, quelle della Cgil e dell’Anpi”

  1. Come la storia delle due tessere, del freddo che faceva quando lavorava da giovane e della maglietta della salute perché cagionevole. Ma cos’è il libro cuore?

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  2. SOno iscritta e credo sempre nel valore della Cgil da 44 anni. Landini mi rappresenta per la sua passione vera viene dal mondo del lavoro e lo conosce bene. Sarà un bravo leader perché so di sicuro che se ha preso l’impegno lo onorera’ a favore dei lavoratori e dei giovani e no che non lavorano. Coraggio abbiamo fiducia in te. 😉👏👊

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    1. Vedo che nei commenti abbondano quelli dei critici dell’unico candidato ufficiale alla segreteria nazionale;
      come se ci fosse una candidatura diversa per la quale evidentemente i “critici” tifano.
      Ma questa è “come l’araba fenice che ci sia ciascun lo dice dove (e quale) sia nessun lo sa”, e chi sa se avrà il CORAGGIO di scendere in campo.
      D’altra parte si sa che gli “hooligans” non sempre fanno il bene della loro squadra (nel nostro caso si chiama CGIL), anche se si potrebbe riconoscere loro la buona fede.

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