Estorsioni in busta paga e umiliazioni, la coraggiosa denuncia di Rosario

“Si deve denunciare, se non denunciamo non si va da nessuna parte. Se stiamo zitti, io che vedo crescere i miei figli, che futuro gli do”. A parlare è Rosario, 26 anni, padre di due bambini, protagonista del servizio di Matteo Viviani, andato in onda ieri sera su “Le Iene”. Rosario lavorava in un distributore di benzina di Acireale, provincia di Catania. Per due mesi ha ripreso con telecamera nascosta tutti gli abusi subiti dal titolare, Paolo Vasta, rivelando un sistema “criminale” di sfruttamento, di estorsioni in busta paga, di truffe all’Inps. Pratiche che il Vasta attuava sistematicamente nei confronti di tutti i dipendenti. Buste paga da 1500 o da 1900 euro che, in realtà si traducevano in circa mille euro di stipendio, compresi gli assegni familiari o i buoni pasto cui Rosario aveva diritto e che il titolare usava come fossero soldi suoi.

rosario

I dipendenti erano costretti a subire umiliazioni di ogni tipo, erano costretti a restituire al titolare, in contanti, parte dello stipendio, mentre il titolare si vantava di aver speso 150.000 euro per la piscina della villa. Una storia raccapricciante che, purtroppo, soprattutto nelle aree più depresse del Paese, dove la disoccupazione giovanile tocca punte del 60%, non è nemmeno un’eccezione. Una storia che, allo stesso tempo, ci dice come lo Stato non sia in grado molto spesso di contrastare questi fenomeni e quanto urgente sia il potenziamento dei servizi ispettivi e il reclutamento di (almeno 10.000 secondo le stime) nuovi ispettori. Non sarà facile per Rosario, dopo aver coraggiosamente denunciato, trovare un lavoro. Una storia che fa riflettere e che ci insegna che chi denuncia va tutelato e non va lasciato solo. Il servizio de “Le Iene” si conclude con l’appello ad aiutarlo. Chi volesse offrirgli un lavoro può scrivere a: redazioneiene@mediaset.it

Fortebraccio News

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