Conte, perché non parli?

L’incontro tra il primo ministro Giuseppe Conte e i sindacati si è chiuso con un nulla di fatto. La convocazione delle organizzazioni sindacali a Palazzo Chigi rimane un fatto importante, seppur molto ma molto tardiva, perché rompe lo schema della disintermediazione e dell’autosufficienza e riconosce a Cgil, Cisl e Uil il ruolo di interlocutori privilegiati nel confronto sulle politiche economiche del Paese e sulle misure per lo sviluppo, la crescita e il lavoro.

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Però, però, Conte non ha parlato, ha tenuto genericamente conto delle richieste delle organizzazioni sindacali ma senza esporsi troppo. Ma, ancor più grave, non ha fissato la data per un nuovo incontro con le parti sociali: “Non siamo di fronte a una svolta perchè Conte ha solo ascoltato – ha detto Susanna Camusso annunciando la convocazione degli esecutivi unitari per il 19 dicembre – Conte ha ammesso il ritardo con cui il Governo ha iniziato a discutere con i sindacati a causa della vita convulsa dell’esecutivo. Il premier si è scusato con le parti sociali e ha dedicato la maggior parte delll’incontro ad ascoltare la nostra piattaforma, che gli abbiamo ampiamente illustrato”.

Per la serie, a Conte, gli manca solo la parola.

Fortebraccio News

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