Il governo gialloverde incontra i sindacati. Finisce l’era della disintermediazione

Sabato Matteo Salvini, oggi Giuseppe Conte, domani Luigi Di Maio. Il governo gialloverde riscopre l’importanza del confronto con i corpi intermedi (ne parla qui Luigi De Angelis). Sarà il timore di un 2019 che si annuncia “difficile”, come ha detto sabato il ministro dell’Interno dal palco di piazza del Popolo, invitando le associazioni degli imprenditori al dialogo (“Ascoltare è fondamentale, io ho bisogno di incontrare i corpi intermedi, serve l’ascolto”), saranno i venti insurrezionali (ne parla qui Tony Negri) che spirano dalle piazze francesi, il movimento moltidudinario dei gillet gialli che rivendica caoticamente un rapporto diretto col governo senza la mediazione dei corpi intermedi – peraltro pesantemente messi in discussione dalle politiche neoliberali di Macron – ma, come scrive Luigi De Angelis su Huffington Post, oggi, con l’incontro tra il primo ministro Conte e le tre maggiori confederazioni sindacali (Cgil e Cisl e Uil), per il governo si apre una nuova fase, l’Atto II, il superamento della dottrina della “disintermediazione” e l’inizio di un “percorso comune” con i corpi della rappresentanza sociale. Domani, infine, al Mise, Di Maio dovrebbe incontrare i piccoli imprenditori.

Ma cosa chiederanno oggi Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo al presidente del Consiglio Giuseppe Conte?

Intanto, sul capitolo dello sviluppo e delle politiche attive, un incremento del 6% del Pil in investimenti pubblici in grandi infrastrutture sociali (salute, istruzione, assistenza), energetiche, digitali e in opere pubbliche. E ancora, il rafforzamento della contrattazione collettiva, gli incrementi salariali, il prolungamento della cassa integrazione straordinaria e il rafforzamento della Naspi (abolendo la riduzione progressiva del 3% e potenziandone la copertura per gli stagionali), la stabilizzazione dei precari dei centri per l’impiego, il rafforzamento dei permessi e dei congedi legati alla genitorialità.

Sul capitolo fiscale, il sindacato chiederà l’aumento delle detrazioni per lavoro dipendente e pensioni, un maggiore impegno nella lotta all’evasione attraverso la tracciabilità dei pagamenti, l’utilizzo della moneta elettronica e il limite a mille euro per il pagamento in contanti.

Sul capitolo previdenza, Cgil, Cisl e Uil, chiederanno di “stabilire la flessibilità in uscita a 62 anni; realizzare una pensione contributiva di garanzia per i giovani; tutelare le categorie che rientrano nell’Ape sociale; riconoscere pienamente il lavoro di cura ai fini pensionistici; risolvere i problemi degli esodati e dare risposte concrete a chi svolge lavori gravosi e usuranti”.

Altre proposte riguarderanno ancora la sanità, la povertà (rafforzamento reddito di inclusione), l’istruzione e la pubblica amministrazione con il rinnovo dei contratti del pubbligo impiego e un piano straordinario di assunzioni.

Fortebraccio News

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