“Prima i cenatesi”, in provincia di Bergamo niente mensa per i bambini non residenti

Si è iniziato con l’escludere dalla mensa scolastica i bambini non italiani. Il “Caso Lodi” è emblematico. Adesso, sempre in Lombardia, un altro caso di discriminazione rivolto, stavolta, ai bambini non residenti di un comune in provincia di Bergamo che, ironia della sorte, si chiama pure Cenate. Il Comune di Cenate ha, infatti, deciso di escludere dalla mensa (altro che cenate e pranzate!) e dai servizi comunali come trasporto, il servizio extrascolastico e l’entrata anticipata della scuola primaria, gli alunni delle famiglie non residenti. Una discriminazione che in questo caso non avviene su base del paese d’origine ma contro i “non residenti” nel territorio comunale. A venire colpite sono 12 famiglie, tutte italiane.

Una diffida legale firmata anche da Tobia Sertori, segretario generale della Flc Cgil della Lombardia, è stata inviata al Comune. Il sindacato della scuola appoggia, così, l’azione di diffida sostenuta dalle famiglie e dal tavolo interassociativo “Saltamuri”. “Quando si iniziano a negare i diritti, poi tutti possono subirne le conseguenze. A volte si viene esclusi per il fatto di essere stranieri, questa volta per il fatto di risiedere oltre i confini comunali” ha commentato oggi Elena Bernardini, segretario generale della FLC-CGIL provinciale. “La legge stabilisce che le famiglie possono scegliere di inviare i propri figli anche in una scuola di un Comune diverso da quello di residenza, ad esempio per la più adeguata offerta formativa o per l’esistenza del tempo pieno. Tra l’altro, poi, non tutti i Comuni hanno una scuola. Il tempo mensa è considerato tempo educativo: spetta agli enti locali coordinarsi affinché questo diritto si possa godere”

“È un provvedimento amministrativo palesemente illegittimo di disparità di trattamento assolutamente lesivo degli interessi dei minori e delle loro famiglie”, ha incalzato Tobia Sertori, segretario generale Flc Cgil della Lombardia, firmatario della diffida. “La Giunta del Comune di Cenate Sotto dimentica che le attività come la mensa sono attività didattiche nel percorso dell’ Offerta Formativa della scuola e che non è possibile escludere parte degli alunni da questa attività scolastica. Sempre più avvengono episodi e prese di posizione di Amministrazioni Comunali e Regionali che vanno contro la Carta Costituzionale. Ora, anche i diritti dei bambini e delle bambine sono messi in discussione. Nel Comune di Cenate Sotto si arriva non solo a dire ‘prima gli Italiani’ ma addirittura ‘prima le bambine e i bambini del nostro Comune!”.

Fortebraccio News

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