“Caro Vincenzo, fai un atto di umiltà, fai un passo indietro”. Il messaggio del militante a Colla

Non si contano, sui social, le reazioni all’autocandidatura di Vincenzo Colla in alternativa a Maurizio Landini. Da ieri, si susseguono senza tregua i post degli iscritti, dei militanti, dei dirigenti, ultimo quello della segretaria generale della Fiom Francesca Re David. Post che esprimono amarezza ed incredulità. Tante sono le domande, gli interrogativi. Qualcuno va a scrivere anche sul profilo Facebook di Colla che ormai non aggiorna più dal 17 ottobre. Qui lo sfogo di un militante di base, Arturo Pasquinelli, che rappresenta il sentimento che attraversa in queste ore la Cgil.

Questo del 17 ottobre è stato il tuo ultimo post su Facebook. Fino a quel giorno eri stato incredibilmente presente, sia in giro per il paese che con i tuoi resoconti su Facebook. Poi, forse, visto che la segreteria aveva rotto gli indugi indicando in Maurizio Landini il candidato per la segreteria, qualcuno ti aveva suggerito di tacere, di prenderti una pausa riflessiva, o forse faceva parte di una tattica.

Adesso hai rotto gli indugi e ti sei candidato da solo. Quanta differenza dal recente passato, c’è chi viene candidato ascoltando il termometro ed il calore degli iscritti, e chi si candida da sé senza che si sappia al momento chi sono i suoi sostenitori, senza che si sappia quanti sono e chi rappresentano coloro che ti hanno chiesto questo passo. Sopratutto non abbiamo chiaro quali interessi perseguite, visto che sia Landini che te avete sottoscritto e sostenuto la stessa piattaforma congressuale.

Caro Vincenzo, ti avevo scritto in privato su Messenger, ma forse è un costume consolidato che i dirigenti nazionali non debbano abbassarsi a rispondere ai compagni di base, e così non mi hai risposto, allora mi sono visto costretto a fare una cosa che non e mia abitudine fare, ti ho scritto e ti riscrivo direttamente sulla tua pagina di Facebook ma ti riscriverò nuovamente anche su messenger anche se so che non risponderai. Come ti ho già detto, non ci conosciamo ma abbiamo in comune l’appartenenza alla Cgil e fino a qualche anno fa anche l’appartenenza al Partito Democratico.

Hai letto anche te, come tutti noi, l’ intervista rilasciata un mese fa alla stampa da Sergio Cofferati, il nostro grande compagno e dirigente Cgil, che al momento del suo congedo portò tre milioni di lavoratori, di persone al Circo Massimo ma non hai voluto ascoltare, né hai voluto riflettere su quello che diceva, eppure quell’appello, quell’intervista, era rivolta particolarmente a te.

Ho pensato, abbiamo pensato noi della base, che nessuno dei soggetti in causa volesse distruggere la Cgil, invece ci rendiamo conto che non è così.

Non so se fai parte di un gioco, ma i soggetti politici che ti hanno sponsorizzato hanno già distrutto un partito, il Partito Democcratico, adesso stanno cercando di completare il loro disegno distruggendo anche la Cgil, l’ultimo baluardo, l’ultima trincea a difesa dei lavoratori. Mai come in questo momento ci sarebbe bisogno di unità e non di divisioni. La tua candidatura appare più come il frutto di una contrapposizione personale e personalistica che non una candidatura programmatica, altrimenti dovresti spiegarci perché entrambi avete sostenuto la piattaforma congressuale proposta dalla segreteria uscente.

Rifletti, tutto dipende ancora da te, in fin dei conti sei ancora in tempo. Basta un tuo piccolo gesto, un atto di umiltà, un passo indietro per superare tutti insieme ed uniti queste difficoltà. La tua elezione alla segreteria sarebbe divisiva e devastante per la stessa sopravvivenza del sindacato.

Arturo Pasquinelli

3 pensieri riguardo ““Caro Vincenzo, fai un atto di umiltà, fai un passo indietro”. Il messaggio del militante a Colla

  1. Tutto il contrario.
    Grande coraggio di Colla, che cerca di contrastare una pericolosa sbandata populista della CGIL…che farebbe il male del paese e del sindacato

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  2. Secondo me , iscritto alla Fiom CGIL da almeno 35 anni e favorevole a Landini segretario , è giustissimo che un Colla o un Cracina , il sottoscritto, se hanno un progetto si presentino alla corsa per la segreteria , poi sarà la votazione democratica a decidere chi eleggere.

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  3. Miceli, dimentica la sua posizione e quella della Filctem sull’acqua pubblica, in chiara contrapposizione con quella piú volte espressa dalla Cgil. E dimentica la scarsa democrazia dimostrata dal suo coordinatore regionale Puglia nei confronti di delegati ed RSU filctem Bari in ambito AQP, che sono migrati in USB, portandosi dietro circa settanta tesserati.

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