Congresso Cgil, inizia il conto alla rovescia. Landini in pole

Mancano diciassette giorni all’inizio del congresso nazionale della Cgil che si aprirà a Bari il 22 gennaio e si concluderà il 26 con l’elezione del nuovo segretario generale. Due al momento, le candidature in campo, quella di Maurizio Landini, proposta da Susanna Camusso e dalla maggioranza della segreteria nazionale, acclamata nei congressi regionali e nazionali di categoria e fortemente sostenuta dalla base degli iscritti, e quella di Vincenzo Colla, esplicitata nel corso dell’ultimo direttivo nazionale, che si è tenuto poco prima della pausa natalizia. Il 22 dicembre, nel corso di una conferenza stampa, Colla ha spiegato ai giornalisti le ragioni della sua “disponibilità” a candidarsi. Diversi dirigenti, ha detto Colla, gli hanno chiesto di candidarsi ma nessuno di questi si è “manifestato” nella conferenza stampa che il candidato alternativo a Landini ha affrontato in solitudine, accompagnato da un’unica sostenitrice.

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E tuttavia, il quadro degli “schieramenti” a favore dei due candidati dovrebbe ad oggi essere questo. Con Landini sette categorie attive – le più grandi in termini di iscritti – su undici: la Filcams, la Fiom, la Funzione Pubblica, la Fisac, la Flc, la Flai e il Nidil dove i colliani hanno tentato di fare il “ribaltone” a sorpresa, nel corso del congresso nazionale della categoria dei precari, provando ad avanzare una candidatura alternativa a quella del cosiddetto centro regolatore, salvo poi battere rovinosamente la ritirata. Con Landini anche diciassette regioni su venti, la quasi totalità delle camere del lavoro e la sinistra sindacale (maggioritaria) di Lavoro e Società di Giacinto Botti e Maurizio Brotini, che per l’otto gennaio, in Cgil nazionale, ha organizzato un’assemblea pubblica dedicata al congresso che vedrà la partecipazione di Susanna Camusso e Maurizio Landini.

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A sostenere Colla, invece, i vertici del sindacato pensionati (dove però la dialettica è fortissima), i vertici di Fillea, Slc, Filt e Filctem, più qualche regione, più l’area democrazia e Lavoro che per il 14 gennaio ha organizzato, a Milano, un’iniziativa a sostegno della candidatura alternativa di Colla.

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Ricordiamo che sia Landini che Colla sostengono lo stesso documento congressuale, votato dal 98% degli iscritti. Ricordiamo pure che, da parte degli oppositori di Camusso, non sussistono obiezioni di metodo, come sancito da un ordine del giorno approvato pressoché all’unanimità dal direttivo nazionale. E dunque,l’esigenza dell’autocandidatura alternativa, secondo Colla, starebbe nelle “declinazioni” e nelle “priorità” con cui ciascuno dei candidati interpreterebbe il documento. Un’autocandidatura che la segretaria della Fiom, Francesca Re David, ha commentato così.

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Le “declinazioni” e le “priorità” di cui parla Colla starebbero, in particolare, sul tema delle infrastrutture. Colla è infatti tra i più convinti, se non il più convinto, sostenitore della Tav e della Tap, come ribadito ancora ieri su Huffington Post.

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Anche la stampa sembra aver preso posizione sulla corsa dei due candidati alla segreteria generale. Da una parte è arrivato il sostegno esplicito a Colla da parte del quotidiano di area liberista “Il Foglio”. Dall’altra, invece, il quotidiano comunista “Il Manifesto” che sembra invece propendere per Landini.

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I NUMERI

La maggioranza degli 866 delegati che parteciperanno al congresso di Bari è già stata eletta nei congressi regionali e nazionali di categoria. Tra questi, al momento, Landini avrebbe il consenso di circa il 75% dei delegati. Ma manca ancora il congresso del sindacato pensionati, che inizierà al Lingotto di Torino il 9 gennaio e che sarà chiamato ad esprimere il 48 per cento dei delegati e per questo risultare decisivo nella scelta del prossimo segretario generale. Come detto, i vertici del sindacato pensionati (la base un po’ meno), con in testa Ivan Pedretti, “sponsorizzerebbero” Colla ma i malumori nello Spi crescono giorno dopo giorno e potrebbero concretizzarsi anche con la presentazione di una lista alternativa a quella di Pedretti anche se, in queste ore, si sta provando a scongiurare questa evenienza. Così come, si sta provando a scongiurare quello che Andrea Ranieri sul Manifesto chiama il “ribaltone”, cioè la possibilità che, forte della metà circa dei delegati, lo Spi possa ribaltare gli equilibri a favore di Colla che, a quel punto, sarebbe espressione dei pensionati, il che non aiuterebbe la Cgil a togliersi di dosso l’etichetta, attribuita strumentalmente dai detrattori del sindacato, di una Cgil fatta solo di anziani, ancorché viSpi. I pensionati, dunque, dovranno esprimere il 48% dei delegati anche se, secondo accordi e consolidate prassi interne, il 25% di questi delegati dovrebbe essere dato in solidarietà alla confederazione. L’idea che starebbe circolando in questi giorni, negli stati maggiori dello Spi, sarebbe quella di azzerare il peso della quota di solidarietà ripartendo i delegati tra i due candidati, metà a Colla e metà a Landini. Rimarrebbe comunque l’altro 25% che i vertici dello Spi vorrebbero “portare in dote” a Colla e per questa via determinare la sua elezione. Con conseguenze, va detto, imprevedibili, poiché un’operazione di questo tipo potrebbe essere vista come un’inaccettabile manovra di palazzo. Ma nello Spi, la situazione non sembra più così monolitica e in tanti iniziano a contestare la “linea Pedretti”. E in ogni caso, le diplomazie in queste ore sono al lavoro per cercare di trovare la quadra di una situazione che si fa sempre più complicata. Tra i pontieri più attivi Gino Giove, segretario dell’Emilia Romagna, che sembra si stia adoperando per arrivare ad una conclusione non traumatica del percorso congressuale.

Fortebraccio News

 

11 pensieri riguardo “Congresso Cgil, inizia il conto alla rovescia. Landini in pole

  1. Una rappresentazione scandalosamente di parte e del tutto precostituita: vorrei sapere da quale conteggio esce quel 75% attribuito a Landini… e vorrei sapere chi si cela dietro lo pseudonimo Fortebraccio… ma so che è una utopia!

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  2. Scusa Pizzica ma tu ora scopri che questo blog è di parte? È nato volutamente per sostenere Landini, per questo, si inventa regole numeri e fatti frutto di desideri e fantasie. Ora fa i conti delle categorie che appoggiano Landini dimenticando che sono i delegati a votare individualmente e che una testa vale un voto per tutti meno che per i pensionati che cedono rappresentanza. Quanto al citato Raniero che mi risulta essere pensionato, dovremmo pensare che per questo le sue opinioni valgono la metà? Se poi Bruno vuoi sapere chi si cela dietro il blog chiedilo alla Camusso e fai prima.

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    1. Caro Cazzato, per correttezza e dovere di cronaca, ti do una notizia. La Camusso non ha la più pallida idea di chi sia Fortebraccio. Né il blog risponde ad alcun input se non quello della coscienza di chi scrive. Mi sembrava giusto precisare.

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    2. Giovanni Cazzago, ti risulta che tutti quei pensionati iscritti allo SPI, che hanno partecipato ai congressi di base, siano stati, non dico fatti votare, ma quanto meno interpellati con un sondaggio, per capire da che parte batte il loro cuore, se dalla parte del conosciutissimo Landini o dalla parte del semisconosciuto Colla? Perché è questo ciò che doveva fare un dirigente serio prima di schierare l’organizzazione e da una parte o dall’altra, doveva ascoltare cose pensano i comuni iscritti e adeguare la propria posizione di conseguenza. No, non sono stati sentiti gli iscritti, anzi se ne sono ben guardati dal farlo tenendo forse di essere smentiti. L ‘operazione che ha messo in piedi Pedretti è una operazione di palazzo, concordata tra le teste pensanti di una minoranza dei vertici, che porterà solo sventure alla Cgil.

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      1. Pasquinelli ti confermo che nessuno ha ascoltato il parere degli iscritti, nemmeno la Camusso prima di proporre Landini. Comunque NON è prevista questa modalità per eleggere il segretario generale. Naturalmente si può cambiare effettuando le primarie, ma in quel caso il segretario uscente non avrebbe nessun diritto di proposta. Perchè non chiedi alla Camusso per quale ragione non ha consultato gli iscitti e lo chiedi allo SPI? Oltretutto da quello che risulta dalle cronache, mai smentite, la segretaria ha proposto Landini come ripiego dopo che la sua ipotesi primaria non aveva riscontrato consenso nel gruppo dirigente.

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  3. Sicuramente la Camusso sa chi è veramente Fortebraccio. Poi torna sempre il tema della rappresentanza dei pensionati, figli di un Dio minore. Introducendo ogni volta che c’é la necessità di contarsi sempre i rappresentanti di posizioni di minoranza, pongono questo problema: se sei pensionato vali meno e devi contare di meno. Queste posizioni furono sostenute dai sostenitori del documento di Landini nei precedenti congressi e in molte consultazioni fin dai tempi di Cofferati. Oggi, come in altri tempi, anche la stampa comunista (che sarebbe una garanzia?), che forse ne sa qualcosa del blog in questione. Allora perché non limitare il voto delle donne o degli stranieri? e secondo voi gli omosessuali votano alla pari degli altri o valgono meno? Allora non saremmo più in CGIL.

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    1. Cara Angela, noi pensionati iscritti allo SPI siamo veramente figli di un Dio minore, ma non per colpa delle altre categorie, semplicemente perché per i nostri dirigenti, a cominciare dal più alto in carica, non non contiamo, scusami il termine “un cazzo”. Se ci avessero tenuti in considerazione, prima di schierare l organizzazione a favore di questo o l’altro candidato, avrebbero dovuto sentire a cominciare dai congressi di base, cosa pensavamo. Invece, temendo di essere smentiti nelle loro scelte di vertice, si sono ben guardati dal chiederci se avremmo preferito come segretario Landini o un altro qualsiasi semisconosciuto alla vasta platea degli iscritti.
      Insomma il nostro Pedretti ha adottato uno dei motivi famosi che un po’ tutti abbiamo letto nel libro “la fattoria degli animali”, se lo hai letto ricorderai che a un certo punto del libro uno dei capi della rivoluziine pronuncia questa frase, “TUTTI SONO UGUALI, MA QUALCUNO È PIÙ UGUALE DEGLI ALTRI” , ed è ispirandosi a questa norma che il nostro Pedretti ha deciso di schierare lo SPI a sostegno di uno dei candidati.
      Se il Segretario della Cgil dovesse essere deciso dalla maggioranza dei voti nel mani dei delegati appartenenti allo spi e non dalla maggioranza delle federazioni o dei congressi regionali, non credo che questo atteggiamento di forza potra passare senza lasciare strascichi e coseguente negative all’ insieme della nostra organizzazione.
      Non è cosi che si fa, così come non si può parlare di democrazia di quella messa in atto nella fattoria degli animali, non è democrazia neppure questa messa in atto da chi detiene il potere decisionale nello Spi.

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      1. Caro Pasquinelli, io sono iscritta alla CGIL da 50 anni e non è mai successo che nei congressi si discutesse delle candidature perchè tutto veniva deciso dai dirigenti e dalle correnti di partito.Ora ci sono altri meccanismi ma certo non consentono agli iscritti di votare per il segretario nazionale. Ma se pensi che questo sia giusto dovresti chiederti perchè la segretaria non ha avanzato la proposta prima delle assemblee di base? Io ho un’apinione e cioè che in quel periodo lei pensava ad altra candidatura e avendo verificato una mancanza di consenso ha ripiegato sul più famoso dei suoi avversari. Insomma una candidatura di ripiego a dispetto di chi non era d’accordo con lei. D’altra parte tu ti spieghi perchè dopo anni e anni di contrasto con Landini, che si era candidato a segretario generale già all’ultimo congresso, lei o va a proporre? Non ti sembra minimamente strano questo? Come dire avevi ragione tu a farmi la “guerra” e ora ti sostengo.

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  4. Caro Fortebraccio, due precisazioni che mi sembrano d’uopo per un sito di “informazione indipendente sul congresso della Cgil”. I delegati al congresso CGIL sono eletti per il 50% dai territori (Regioni e province autonome) e per il 50% dalle categorie (e dallo SPI), sulla base di un identico rapporto (1 delegato/a ogni 12mila iscritti). Quindi, il congresso dello SPI, pur rappresentando il 48% degli iscritti alla CGIL, non eleggerà il 48% dei delegati al congresso. Sugli ottocentosessantaerotti forti e coraggiosi che saranno nel capoluogo pugliese dal 22 di gennaio, poco più di 430 delegati/e sono stati eletti nei congressi regionali CGIL, mentre altri 220 circa sono stati eletti dalle categorie (in ordine di grandezza: FILCAMS, FP, FIOM, FILLEA, FLAI, FLC, FILCTEM, FILT, SLC, FISAC e NIDIL). Sono già stati eletti quindi circa 650 delegati/e al XVIII congresso CGIL: il 75% di quelli che saranno a Bari. A Torino, infatti lo SPI ne eleggerà solo 220 circa (quindi, nel complesso, un quarto e non la metà dei delegati/e complessivi). Di questi, però, per per un patto formale con la CGIL (allegato al Regolamento congressuale), il 50% saranno attivi (“per solidarietà”), cioè non dello SPI, suddivisi tra categorie e territori (per prassi, indicati dalle commissioni elettorali nei rispettivi congressi). Solo su questa componente, pari a circa il 12,5% del totale dei delegati/e al congresso di Bari, si aprirà eventualmente la discussione e lo scontro che si segnala nell’articolo (chi decide alla fine i nomi? un inedito politico e forse anche formale nella storia CGIL, almeno a mia conoscenza).
    In tutto questo, infine, gli equilibri politici da te riportati non tornano (i numeri, cioè, non funzionano). “La maggioranza degli 866 delegati che parteciperanno al congresso di Bari è già stata eletta nei congressi regionali e nazionali di categoria”. Per l’appunto, vero. Ma tu riporti che “tra questi, al momento, Landini avrebbe il consenso di circa il 75% dei delegati”. Questo vorrebbe dire che al momento i delegati/e “per Landini” dovrebbero essere oltre 480 (il 75% di 650 circa). Cioè, già ben oltre la maggioranza assoluta dei delegati/e al congresso (pari a 434, se la matematica non è un opinione). Teniamo poi in considerazione che a Bari ci saranno anche i 18 del secondo documento (2,1% circa), che esplicitamente hanno dichiarato da tempo che non sosterranno nessuno dei due contendenti. Insomma, anche se lo SPI eleggesse a Torino una delegazione tutta a sostegno di Colla (sia di delegati/e SPI, sia di delegati/e della quota di solidarietà), i suoi sostenitori dovrebbero esser una minoranza (al massimo, poco sopra il 40%). Insomma, se fossero questi i numeri, la discussione sarebbe chiusa e non si vedrebbe la ragione di tanta fibrillazione politica…

    (da un delegato al congresso di Bari, non indipendente ma che da tempo ha dichiarato che non voterà né per l’uno né per l’altro dei contendenti in lizza, facendo parte della piccola pattuglia del secondo documento).

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  5. I pensionati si avvalgono di collaboratori e volontari che lavorano “quasi”gratuitamente perché sono iscritti e attivisti della Cgil. Quindi i frutti del lavoro svolto non possono essere capitalizzati SOLO dallo Spi ma vanno spalmati
    su tutta l’organizzazione.

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  6. Quello che dice Angioletta è vero per tutte le categorie ed è vero per lo SPI che opera e apre le saracinesche per tutti anche se non tutti sono presenti negli oltre 40000 comuni dove esiste una sede SPI che vuol dire CGIL. Forse viene richiesto alle altre categorie di condividere con la confederazione i delegati? mi sembra di no. Invece Luca ha descritto esattamente il meccanismo e Fortebraccio dovrebbe prenderne atto.

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