Colla replica al Corriere: “Con Landini il confronto è sui programmi”. Ma la risposta del giornalista è da manuale

Da qualche giorno, sui quotidiani nazionali, si è riacceso il dibattito attorno al congresso della Cgil in vista dell’appuntamento di Bari. Su Huffington Post, su Repubblica, sul Messaggero, articoli e interviste ai protagonisti del percorso congressuale. Il Corriere della Sera, ieri, ha dedicato un approfondimento di Enrico Marro al tema della successione alla carica di segretario generale del sindacato rosso. Il titolo: “Due Cgil dietro il duello Colla-Landini”. Marro ricostruisce le ragioni che hanno portato alla candidatura alternativa di Vincenzo Colla, parla delle due “anime” che si confrontano dentro uno “scontro” interno che, diciamocelo, risulta incomprensibile ai più, fuori dalle cerchie ristrette dell’apparato. Secondo Marro (ma secondo molti), lo “scontro”, in definitiva, non è sui programmi ma fra persone. Una conclusione che però non è piaciuta a Colla che stamattina ha replicato così al Corriere.

“Caro direttore  scrive Colla –  nell’articolo di Enrico Marro pubblicato ieri
sull’Economia e dedicato al Congresso della Cgil è contenuto un errore
significativo. Al contrario di quanto riportato, non sono iscritto né
al Pd né ad altro partito, pur avendo in passato lungamente militato
nel campo della sinistra. Colgo l’occasione per sottolineare anche
che, al contrario di quanto scrive Marro, il confronto per la nuova
segreteria della Cgil è sui programmi e non una mera contrapposizione
fra persone. Cordiali saluti. Vincenzo Colla Segretario confederale
Cgil.

Colla ribadisce la formula (obiettivamente “kafkiana”) già espressa nel corso del direttivo del 21 dicembre e della conferenza stampa del giorno dopo: la sua autocandidatura, in sintesi, nasce da un’esigenza di declinazione programmatica. Ma la risposta di Marro, nella sua semplicità, è da incorniciare. Come si fa a confrontarsi sui programmi se entrambi i candidati condividono lo stesso programma?

“Mi scuso dell’errore”, replica il giornalista del Corriere. “Quanto al confronto per la segreteria generale, osservo che se la contrapposizione fosse sui programmi, non si capisce perché entrambi i candidati, Colla e Landini, sostengano lo stesso documento congressuale”.

 

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Fortebraccio News

3 pensieri riguardo “Colla replica al Corriere: “Con Landini il confronto è sui programmi”. Ma la risposta del giornalista è da manuale

  1. Scusa Fortebraccio, pur scontato che sei fervido sostenitore di Landini, ma una che sia una pecca nella candidatura avanzata dalla Camusso possibile che non la vedi? Ma conta la storia di una persona in una organizzazione o no? Se stiamo alla incongrua proposta della segretaria dobbiamo pensare che tutto quello che ha caratterizzato il rapporto tra tutta la CGIL e Landini non conta nulla. Nulla che è stato sconfitto in tutti i congressi, nulla che per anni ha diviso verticalmente e che ha collezionato sconfitte con strategie perdenti nei luoghi di lavoro, nulla per aver tracimato i limiti della confederalità e così via.
    Se tutto questo non conta nulla, allora forza Landini.
    Al tempo stesso bisogna dire che la segretaria uscente per correttezza deve, dovrebbe ammettere che aver contrastato Landini è stato un errore e che si sarebbe dovuta dimettere prima della scadenza, e oltre, del suo lungo doppio mandato.

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  2. Ma sei un sostenitore di marchionne? Ti ricordo che Landini da solo contro tutti ha accattati la sfida di Fiat e … l’ha vinta!!! Ti dispiace certo che fiom sia stata reintegrata , nella fruizione di tutti i diritti sindacali, nelle aziende del gruppo dopo la vittoria alla corte costituzionale sull. art. 19. Landini è notoriamente un combattente: per questi non piace a chi … diserta ogni battaglia soprattutto quella per contrastare la distruzione dei diritti dei lavoratori ( con gli 8 decreti legislativi di attuazione del jobs act) attuata dalla sinistra politica al governo.

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  3. Solito sistema, chi non la pensa come quelli che si dicono di sinistra sono traditori. Se ti interessa sono iscritto alla CGIL da 55 anni e sono stato licenziato, quando tu non eri forse nato, almeno tre volte per discriminazione. Ti sembra abbastanza per essere considerato alla pari di altri?

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