Prossima fermata Bari

Le jeux sont fait. Con la chiusura dei congressi nazionali di categoria si è definitivamente composta la platea dei delegati del congresso nazionale della Cgil che, ricordiamo, si terrà a Bari dal 22 al 25 gennaio. In altre parole, oggi si sa il nome e – in linea di massima – l’orientamento di ciascuno degli 866 uomini e donne cui verrà consegnata la delega per partecipare ai lavori e al voto dell’assise di Bari. A questi, si aggiungeranno un numero non definito di “invitati”, qualifica che consente di poter accedere e assistere al congresso ma senza diritto di parola e di voto. Piccola nota di colore: sugli inviti, un po’ ovunque, si consumano psicodrammi. La richiesta di partecipazione è largamente superiore alla capacità fisica di poter ospitare tutti quelli che vorrebbero partecipare al congresso della Cgil, che è certamente una scadenza storica, a maggior ragione oggi che il sindacato torna faticosamente a conquistare spazio nel dibattito pubblico. Infine ci saranno i giornalisti accreditati e tutte le figure tecniche legate alla costruzione dell’evento. Insomma qualche migliaio di persone.

Ma torniamo ai delegati. Saranno espressione dei territori, delle categorie e del centro nazionale, più o meno in egual misura uomini e donne, la metà almeno di loro dovrà venire dalla cosiddetta “produzione”, cioè dai luoghi di lavoro, lavoratori in attività. Di loro, si diceva, si conosce, grosso modo, l’orientamento “politico”, il posizionamento sulle ipotesi di candidatura a segretario generale (fatta salva, ovviamente, la libertà di coscienza), oltreché quello sul documento programmatico, anzi sui documenti programmatici. E’ utile ricordare infatti che i documenti congressuali sono due: quello maggioritario votato dal 98% degli iscritti, e quello sostenuto dalla sinistra di Eliana Como che ha ottenuto il 2 e qualcosa per cento. Ma attenzione: non saranno gli 866 delegati a votare il segretario generale. A loro compete eleggere i componenti di un organismo che si chiama assemblea generale, che saranno molti meno, circa 200. Su questi (circa) 200 ricadrà l’onere e l’onore di votare per il segretario generale. E qui c’è il primo problema. Chi saranno questi 200 componenti dell’assemblea generale?

Occorre prendere in considerazione almeno due ipotesi. La prima: i due candidati e i loro sostenitori trovano un accordo sul nome del segretario generale (e sulla “squadra” che dovrà affiancarlo) e a quel punto nessun problema. Si va su lista unitaria, qualche discussione in commissione elettorale e via, è andata. La seconda ipotesi: non si trova l’accordo e si va su liste contrapposte. Per comodità le chiameremo la “Lista Landini” e la “Lista Colla”. Va da sè che, in ogni caso, l’assemblea generale sarà più o meno la proiezione della platea congressuale, compresi i 18 delegati del secondo documento. E allora, diventa pioritario, subito, capire come sono orientati questi 866  delegati. Anche perché, la possibilità che si pervenga ad un accordo prima ancora del congresso di Bari dipende dalle “stime”, dai “numeri che può vantare ciascuna delle due opzioni.

In questi giorni i “contabili” delle due opzioni censiscono e misurano i numeri potenziali. Landini dovrebbe avere un discreto vantaggio, (ma è una stima senza nessuna pretesa “scientifica”), anche perché al congresso dei pensionati che si è tenuto a Torino è stata rispettata la cosiddetta quota di solidarietà. Nelle categorie attive e nelle strutture regionali, come abbiamo visto, l’ex segretario Fiom aveva già la maggioranza. E in ogni caso, una volta verificati i numeri, come si diceva, si possono aprire due scenari. O si va ad un accordo prima ancora di Bari o si va fino in fondo, cioè alla presentazione di due liste contrapposte e di due candidature a segretario generale. Parrebbe esclusa l’ipotesi della costituzione di una commissione dei saggi che possa verificare gli equilibri prima del voto, così come proposto da qualcuno.

Mercoledì a Roma si terrà una riunione – convocata dal centro nazionale – dei segretari nazionali di categoria e dei segretari regionali per definire gli ultimi aspetti politici e organizzativi. Potrebbe essere l’occasione, usiamo il condizionale, per verificare una sintesi unitaria sul prossimo segretario generale. E poi, tutti a Bari.

Fortebraccio News

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