Democrazia e Lavoro si spacca su Colla. Decine di delegati firmano lettera a sostegno di Landini – Il documento

Il sostegno espresso dall’area Democrazia e Lavoro alla candidatura di Vincenzo Colla, poi reso pubblico con un verbale diffuso ieri dagli esponenti dell’area sindacale (lo trovate qui), ha scatenato un acceso dibattito sui social e ha fatto emergere le diverse articolazioni di pensiero presenti in Democrazia e Lavoro sulla vicenda della successione. Insomma, non tutti i delegati e i dirigenti dell’area sindacale sono per Colla, anzi, in tanti sono per il sostegno a Landini (vedi sotto lettera aperta). In realtà, quest’orientamento pro-Landini, era già emerso nel corso della riunione nazionale dell’area sindacale del 14 gennaio, nell’intervento di Maurizio Dotti, delegato della Slc (la categoria della comunicazioni Cgil), che aveva pronunciato parole durissime contro la scelta di Democrazia e Lavoro di schierarsi con Colla: “Ho ascoltato con attenzione l’intervento di Vincenzo Colla – aveva detto Dotti nel suo intervento – e purtroppo rimango amareggiato perché continuo a non capire quali siano queste differenze con l’altra candidatura che possano giustificare una contrapposizione a pochi giorni dal congresso, che rischia di dividere e di non essere compresa dai lavoratori della Cgil.” E ancora: “Parliamo di “uomo solo al comando” ma prima di parlare degli altri credo dovremmo parlare di noi stessi. Rispetto alle decisioni che sono state prese da chi rappresenta quest’area nel direttivo nazionale io credo che non vi sia stata una sufficiente condivisione di discussione, a partire dall’ordine del giorno poi ritirato in direttivo nazionale”. E infine: “Nel momento in cui si dice che il baricentro della democrazia di organizzazione deve essere spostato sulle Rsu e sui luoghi di lavoro e dunque devono essere i delegati a decidere e avendo io la percezione, che può essere sbagliata ma dubito che sia sbagliata, di un larghissimo consenso sulla candidatura di Landini, qual è la concreta applicazione di questo principio? Io credo che quello che stia avvenendo sia molto lontano dal sentire dai lavoratori. Questo non è populismo perché io credo che se si prescinde dal consenso e dalla delega, non è più democrazia delegata. è una torsione autoreferenziale della democrazia delegata, perché la discussione si fa senza che i lavoratori possano partecipare”.

Qui l’audio dell’intervento di Dotti

A difendere le scelte di Democrazia e Lavoro, ieri, sui social, sono scesi in campo i massimi dirigenti dell’area sindacale, da Adriano Sgrò a Micol Tuzi che, in risposta ad un post di questo blog, ha scritto:

Non ho mai risposto prima a Fortebraccio perché mi ha sempre citata a sproposito. Questa volta invece raccolgo, perché lo fa con compiutezza. Vorrei far presente ai tanti sedicenti commentatori che sono tra i firmatari del verbale. Che sono una delegata in produzione RSU del Comune di Bologna. Di quella Emilia Romagna che sotto la guida di Colla ha fatto lo sciopero di 8 ore contro al Jobs act nel 2014. Tanto per dire quanto siamo vicini al PD. Di quel comune che ha resistito alla privatizzazione dei suoi servizi educativi (proposta dal PD) prima ed ha ottenuto il 100% della stabilità nella pianta organica di questi servizi poi, mettendoli in sicurezza dalle esternalizzazioni e creando 375 posti di lavoro a tempo pieno, indeterminato, no Jobs act. Abbiamo poi fatto felice il PD anche impedendo il passaggio in ASP del servizio sociale. Nel PD renziano sono ancora là che gioiscono e basta mettere il mio nome su Google per vedere quanto sto simpatica al PD per queste battaglie condotte a viso aperto. Con “le distanze” prese da tanti compagni (compagni?!) che manco sapevano cosa stesse succedendo, ma gli bastava non avere storie dal PD. Tra essi non figura Vincenzo Colla. E nemmeno figurano i nostri coordinatori nazionali.

Qui il post integrale di Micol Tuzi

Ma oggi, in mattinata, è partita una lettera aperta firmata da decine di iscritti, delegati e dirigenti che fanno riferimento a Democrazia e Lavoro che criticano la scelta assunta nel corso della riunione nazionale del 14 gennaio: “Riteniamo che la proposta di Maurizio Landini sia, non solo condivisibile, ma necessaria e pensiamo che una seconda, quanto tardiva, candidatura rischia di dividere la CGIL per ragioni che risulteranno incomprensibili alla stragrande maggioranza delle Lavoratrici e dei Lavoratori iscritti”.

Qui la lettera integrale:

LETTERA APERTA…

Lunedì 14 gennaio, si è tenuta a Milano l’assemblea nazionale dell’area “Democrazia e Lavoro” Cgil per approfondire e valutare le questioni programmatiche che sono emerse durante la fase congressuale e confrontarsi sulle scelte politiche del prossimo futuro.
Sentiamo il bisogno di esprimere il nostro dissenso rispetto al sostegno espresso verso la candidatura di Vincenzo Colla nel verbale firmato dalla “presidenza dell’assemblea” a valle della riunione.
Seppur formalmente legittima, consideriamo non condivisibile l’autocandidatura di Colla in quanto emersa alla fine dei percorsi congressuali senza chiare ragioni politico-sindacali.

Riteniamo che la proposta di Maurizio Landini sia, non solo condivisibile, ma necessaria e pensiamo che una seconda, quanto tardiva, candidatura rischia di dividere la CGIL per ragioni che risulteranno incomprensibili alla stragrande maggioranza delle Lavoratrici e dei Lavoratori iscritti.
Crediamo che il sostegno, da parte di Democrazia e Lavoro, alla prospettiva di Maurizio Landini Segretario Generale avrebbe potuto essere la scelta più utile e coerente con l’idea di ricostruzione di una sinistra sindacale in CGIL.
In tal senso riteniamo centrale il tema del rapporto tra il modello di sviluppo e la tutela dell’ambiente. Solo un sindacato non corporativo potrà prevenire la divisione irreparabile tra lavoro e ambiente. La fobia verso i migranti e l’inganno della crescita a spese della natura non servono infatti ad altro se non a mantenere immutate le disuguaglianze sociali a fronte della sfida del clima. La questione ambientale sarà centro del conflitto sociale più forte nei prossimi anni e delle prossime generazioni. Il sindacato dovrà essere in campo ed agire il proprio ruolo di proposta e rappresentanza in una prospettiva di vera rivoluzione dell’economia. Un patto nuovo tra lavoro e natura va costruito in quanto la difesa dell’attuale sistema non è in grado di produrre futuro. Solo la riconversione ecosostenibile del nostro modello di sviluppo potrà infatti salvare il pianeta e quindi l’umanità dall’ineluttabilità del disastro climatico.
La sinistra sindacale, forte di questa consapevolezza, deve dare il proprio contributo al fine di far avanzare la discussione e le posizioni della CGIL a partire dalla questione, all’ordine del giorno, delle grandi opere infrastrutturali.
In questo senso, come sempre accaduto nella storia, solo la spinta derivante dalla coscienza collettiva potrà condurre al cambiamento. Siamo consapevoli della crisi di rappresentanza in cui si trovano sia il sindacato sia la sinistra e crediamo sia necessario uno sforzo di innovazione per la ricostruzione di un immaginario culturale e politico, che recuperi fiducia e speranza nel mondo del lavoro. Riteniamo che la candidatura Landini sia coerente con la necessità di riallacciare una “connessione sentimentale” con i Lavoratori ed i Pensionati. Nel tempo che viviamo un immaginario potente, costruito sulla paura, si va affermando nelle coscienze di molti: quello del “prima gli italiani”, dell’idea di popolo quale corpo compatto che si oppone alle elite, del nazionalismo, dell’intolleranza per qualsiasi corpo intermedio che si frappone nel rapporto diretto tra “popolo e capo”. Una pericolosa retorica si riaffaccia in Italia ed in Europa. I principi dell’unità dell’organizzazione e della necessità di sintesi sono sempre più importanti oggi con il riemergere di tali rigurgiti che mettono in discussione quei valori di democrazia, libertà e solidarietà, che sono fondanti della CGIL. Che ci sia di monito l’esempio della Resistenza e dei padri costituenti. Quelle donne, quegli uomini, le cui distanze ideali erano ben più profonde di quelle di chi oggi si candida a guidare la Cgil, seppero unirsi per un fine più grande. Il nostro auspicio è che, oggi come allora, lo spirito di condivisione, il peso degli argomenti e degli obiettivi prevalgano sui personalismi.
Crediamo di dover dare il nostro contributo in tal senso esprimendoci a sostegno della candidatura di Maurizio Landini quale prossimo Segretario Generale della CGIL.

Per aderire scrivere a: dlconlandini@gmail.com

Primi firmatari Compagne e Compagni di Democrazia e Lavoro CGIL:

Aniello Renzi (FILT-CGIL Nola)
Anna Meroni (RSU SLC-CGIL Accademia Teatro alla Scala, Comitato Direttivo SLC-CGIL Milano Lombardia)
Bruno Mercuri (RSU SLC-CGIL BizPal Torino)
Carlotta Gaio (Comitato iscritti SLC-CGIL Comdata Milano)
Cinzia Quattrocchi (Comitato Direttivo FILT-CGIL Campania)
Ciro Leonello (FILT-CGIL Campania)
Claudia Pierangelini (RSU FIOM-CGIL Engineering Fermo)
Claudia Trasi (RSA SLC-CGIL Teatro alla Scala, Comitati Direttivi CGIL Milano, SLC-CGIL)
Claudio Michetti (Coordinatore Provinciale FILT-CGIL Fermo)
Daniela Daniele (SPI-CGIL Rimini)
Dario Scarpa (Comitato Direttivo SLC-CGIL Udine)
Davide Pasi (RSU SLC-CGIL M-Dis Rcs Media Group Milano, Comitato Direttivo SLC-CGIL)
Egidio Di Michele (Direttivo FP-CGIL Napoli, Ass. Generale CdLt Napoli)
Elio Gallo (RSU SLC-CGIL Comdata Milano)
Enza Lo Sardo (FP-CGIL Palermo)
Francesca Marino (RSU SLC-CGIL TIM Campania)
Francesco Guitto (FILCAMS-CGIL Rimini)
Fulvio Martis (SLC CGIL Roma e Lazio)
Giancarlo Albori (Comitato Direttivo Nazionale SLC-CGIL)
Giancarlo Martinelli (RSU SLC-CGIL RCS Media Group Milano)
Gianluca Meloni (RSU SLC-CGIL Comdata Cagliari, Comitato Direttivo SLC-CGIL Sardegna)
Gianni Pizzi (RSU FP-CGIL Milano)
Giuseppe Iovine (Comitato Direttivo FILT-CGIL Campania)
Giuseppina Cracchiolo (Comitato iscritti SLC-CGIL Comdata Milano)
Giusy Montanini (CGIL Fermo)
Leonardo Sgatti (RSU FP-CGIL Az. Ospedaliera Careggi-Firenze)
Lucia Mansuino (Rsu SLC-CGIL Poste Milano, Comitato Direttivo SLC-CGIL Milano)
Luigi Capolupo (Comitato Direttivo Nazionale SLC-CGIL)
Marco Rinaldi (Segretario FLAI-CGIL Rimini)
Massimiliano Gabrielli (FILCAMS-CGIL Rimini)
Maurizio Dotti (RSU SLC-CGIL WINDTRE Milano, Comitato Direttivo SLC-CGIL)
Mauro Peconi (SPI-CGIL Fano)
Mauro Rossi (Segretario FLAI-CGIL Rimini)
Michela Gionni (RSU SLC-CGIL Poste Fermo)
Michele Agnani (SLC-CGIL Umbria)
Michele Costantini (RSA SLC-CGIL SIAE Milano)
Mirco Botteghi (Segretario Generale FILCAMS-CGIL Rimini)
Mirella Signorino (Comitato Direttivo SLC-CGIL Milano)
Nello Trapananti (Comitato Direttivo SPI-CGIL Fermo)
Pasquale Murone (FP-CGIL Ercolano)
Renato Comelli (SLC-CGIL Bergamo)
Renato Socci (SLC-CGIL Nazionale)
Roberto Rosita (SLC-CGIL Novara e Verbano Cusio Ossola)
Rosella Daziani (RSU SLC-CGIL Poste Ascoli Piceno)
Salvatore Capria (SLC-CGIL Milano, Comitato Direttivo SLC-CGIL)
Sara Ferdinandi (RSU FP-CGIL Comune di Roma)
Silvia Zoli (CGIL Rimini)
Simone Carducci (RSU FIOM-CGIL Metaltex Montegiorgio)
Simone Ferranti (RSU FIOM-CGIL Tre Elle Fermo)
Simonetta Ascarelli (Segretaria Generale FLC-CGIL Rimini)
Stefano Poletti (RSU SLC-CGIL RCS Media Group Milano)
Valeria Sansolini (Segretaria Provinciale Fiom-Cgil Fermo)
William Saponi (SPI-CGIL Rimini)

Qui la lettera in originale

lettera

lettera2.jpg

lettera3.jpg

Fortebraccio News

2 pensieri riguardo “Democrazia e Lavoro si spacca su Colla. Decine di delegati firmano lettera a sostegno di Landini – Il documento

  1. Da aderente all’area di Democrazia e Lavoro, chiedo che si appoggi Landini a segretario generale della Cgil. Renato Di Donato. Già componente del direttivo della camera del lavoro di Teramo e delegato dei lavoratori per circa 35 anni, iscritto alla Cgil da 43 anni.

    "Mi piace"

  2. Democrazia e Lavoro è parte della CGIL ed in quanto tale riflette le stesse posizioni che si ritrovano a ogni livello del sindacato. A me risulta che anche nelle categorie o territori il cui segretari generale si è espresso per Landini ci sono iscritti e delegati che appoggiano Colla. D’altra parte quando si dice che l’organizzazione è spaccata a cosa ci si riferisce?
    Vorrei anche aggiungere a proposito del lavoro di Colla in Emilia Romagna che anche grazie a una buona pratica sia del conflitto che del confronto e nel pieno dell’autonomia sindacale, sono stati raggiunti livelli erisultati di tenuta e crescita economica tra i più alti in Italia e in tutte le province. Sicuramente merito del sistema imprenditoriale, ma anche di quello sindacale e istituzionale.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...