Stipendi non pagati e licenziamenti ad Askanews, i lavoratori: “Oltre al danno la beffa”

Stipendi non pagati o decurtati. Esuberi, licenziamenti. 27 giornalisti che, da un momento all’altro, si ritroveranno senza lavoro. Tutto questo mentre al ministero del Lavoro è ancora in corso la trattativa tra i vertici dell’agenzia di stampa Askanews (la cui proprietà è in mano all’azionista di maggioranza, Luigi Abete, che è anche cavaliere del lavoro) e le rappresentanze sindacali: “Oltre al danno la beffa”, commenta Monica Di Sisto, giornalista della’agenzia di stampa. “I giornalisti di Askanews, che non hanno ricevuto lo stipendio di dicembre per deliberata decisione dell’azienda, ora si sono visti corrispondere meno di un terzo della retribuzione di gennaio per di più decurtato delle due giornate di sciopero fatte a dicembre”.

aska

Eppure, i giornalisti e le loro rappresentanza hanno pure avanzato delle proposte per affrontare il momento di crisi. Tutte respinte: “L’editore ha rifiutato tutte le proposte avanzate dalla delegazione sindacale – spiega ancora Monica Di Sisto – che permetterebbero di gestire la crisi e rilanciare Askanews senza fare macelleria sociale. Nonostante la chiusura dimostrata, l’assemblea dei redattori di askanews auspica che l’azienda manifesti finalmente la volontà di raggiungere un accordo. I giornalisti vogliono che askanews resti competitiva sul mercato e lotteranno contro i progetti di ridimensionamento che l’editore intende attuare sempre e solo a spese dei lavoratori che in sei anni hanno contribuito alla stabilità dell’azienda con quasi sei milioni di taglio del costo del lavoro. Abete cominci a fare la sua parte e non si nasconda dietro la mancata finalizzazione di una trattativa con il Dipartimento Editoria su cui l’azienda non si è impegnata fino in fondo”. I giornalisti hanno lanciato una campagna social su twitter con l’hashtag #saveaskanews a sostegno della loro lotta.

Solidarietà ai lavoratori di Askanews da Fortebraccio News

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