9 febbraio, l’appello dei “big”. Obiettivo: mezzo milione di persone in piazza San Giovanni

Meno sei alla manifestazione del 9 febbraio per cambiare le politiche economiche del governo gialloverde. L’adesione e la voglia di esserci cresce e il sindacato sta predisponendo tutti i mezzi per favorire la partecipazione. A Roma arriveranno centinaia di pullman ma tanti altri manifestanti raggiungeranno la capitale in treno, in aereo, con mezzi propri. Con ogni mezzo necessario, come dice il bel volantone della Filt Cgil, richiamando lo slogan di Malcom X. Solo dal Veneto, per dirne una, arriveranno in 10.000. E l’obiettivo dei 100.000 manifestanti, previsti inizialmente, oggi sembra alzarsi sensibilmente, tanto da costringere Cgil Cisl e Uil a spostare la manifestazione da piazza del Popolo alla ben più capiente Piazza San Giovanni. L’obiettivo, ad una settimana dall’appuntamento di Roma, stando alle previsioni che girano nei quartieri generali del sindacato, è mezzo milione di persone. Ma potrebbe essere una stima prudente.

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Sui media e sul web, fioccano gli appelli dei “big”. A partire dal segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che ha lanciato l’appello alla partecipazione dalle frequenze di Radio Articolo 1. E così pure la vicesegretaria Gianna Fracassi che ha ribadito le ragioni della manifestazione alla luce, anche, degli ultimi dati istat:  “-0,2% nel quarto trimestre significa recessione. Cambiare politiche economiche è priorità urgente per il paese: investimenti, infrastrutture materiali e sociali. Anche per questo il 9 febbraio saremo in piazza”. Dalla segreteria nazionale arriva anche l’appello di Roberto Ghiselli che contesta, in particolare, i provvedimenti sulle pensioni e, pur apprezzando “il fatto che ad alcune centinaia di migliaia di lavoratori nei prossimi tre anni verrà offerta la possibilità di andare in pensione in condizioni più favorevoli”, ha sottolineato che “con questo intervento “a termine” non si dà alcuna risposta agli altri 20 milioni di lavoratori ai quali continuerà ad applicarsi la legge Fornero. In particolare le donne, i giovani, chi fa lavori discontinui, interi settori come l’edilizia, l’agricoltura, il turismo, il mezzogiorno, comunque tutti quelli nati dopo il 1959”. Anche per sostenere queste ragioni, ha concluso Ghiselli,  “saremo Il 9 febbraio a Roma”.

Ma tanti gli appelli anche dalle categorie. “Il 9 febbraio saremo a Roma anche contro le politiche sul lavoro di questo governo e la mancanza di investimenti”, ha spiegato Francesca Re David, segretaria dei metalmeccanici, ospite della trasmissione Agorà. Sui social, anche l’appello di Ivan Pedretti: “Una grande piazza per chiedere al governo di cambiare le sue politiche e di aprire un confronto serio e di merito con il Sindacato. Facciamoci vedere. Facciamo sentire. I pensionati come sempre ci saranno. Ci vediamo il 9 febbraio a Roma”, ha scritto il segretario dei pensionati.

Le premesse per una grande manifestazione (tra le più grandi degli ultimi anni) sembrano esserci tutte.

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