“Per me le grandi opere sono anche gli asili e gli ospedali”

Nel suo “tour” per l’Italia, nei luoghi di lavoro e sui media per spiegare le ragioni della manifestazione del 9 febbraio, Maurizio Landini approda stasera negli studi di Presa Diretta. Un faccia a faccia con Riccardo Iacona sul tema della povertà, della manovra del governo, dei prossimi appuntamenti del sindacato, a partire dalla manifestazione di sabato che non sarà l’ultima, dice Landini, se il governo non ci ascolterà.

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Iacona entra subito nel cuore delle questioni. “Qual è la fotografia dello stato del Paese dal suo punto di vista?”, chiede.

“La situazione del mondo del lavoro è difficile – risponde il segretario generale della Cgil –   e non ci sono investimenti in ricerca, innovazione, infrastrutture che diano speranze di un cambiamento di direzione. Senza investimenti il Paese non esce dalla crisi. Senza un piano di investimenti non si crea lavoro. Questa manovra è miope e recessiva e non affronta i nodi della crisi. Manca un’idea di politica industriale, fiscale, di giustizia sociale”.

“E parlando di investimenti – incalza Iacona – che ne pensa Landini della Tav e delle grandi opere?”

“Come Cgil diciamo che ci sono molti cantieri da sbloccare ma quando si parla di grandi opere utili per il Paese occorre parlare anche delle infrastrutture sociali. Per me le vere grandi opere su cui investire sono anche gli asili nido, gli ospedali”.

Iacona: “E del Reddito di cittadinanza e degli strumenti contro la povertà che idea si è fatto?”

“Rischiamo di fare confusione – dice Landini – la povertà è un problema serio ma non si mescola la lotta alla povertà con le politiche del lavoro. Bisogna distinguere. Oggi in Italia si diventa poveri anche lavorando. E comunque, Il lavoro non lo creano i centri per l’impiego. Servono investimenti, non altri precari”.

manifest

Infine sulla manifestazione di sabato: “Il Governo – conclude Landini – dovrebbe capire che per cambiare il Paese serve lavorare d’accordo con i lavoratori, non contro. E i sindacati rappresentano 12milioni di persone. Sabato 9 febbraio scendiamo in piazza con Cisl e Uil perché i sindacati hanno proposte per rilanciare il Paese e il governo dovrebbe ascoltarci”.

Fortebraccio News

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