La manifestazione del 9 febbraio spiegata ad Andrea Scanzi

Si allunga la lista  di quelli a cui Landini proprio non va giù e ci tengono a farlo sapere. Dopo Salvini, Di Maio e Calenda è arrivato ieri, puntuale come una cartella esattoriale, Andrea Scanzi, polemista del Fatto Quotidiano, noto soprattutto per le sue azzeccatissime profezie low cost. Memorabile quella sul referendum costituzionale. Ricordate?

scanzino

Da quando Renzi è caduto in disgrazia (politica), Scanzi ha generosamente deciso di offrire il suo contributo ad altri ambiti dello scibile umano, anche a quelli a lui  ontologicamente ostili, come il lavoro. Ieri, sul Fatto, Scanzi ha pubblicato un’acutissima analisi sulla manifestazione del 9 febbraio e su Landini proponendo osservazioni politiche fondamentali come “Landini ha i capelli alla Fantaghirò” o “Landini ha la grammatica friabile, dice vadi e in quel paese qui”.  Inoppugnabile. Poi, dopo aver rinfacciato a Landini il “voltafaccia” sulla Tav (che in realtà non c’è mai stato) si è profuso nell’attacco alla manifestazione del 9 febbraio: “Landini ha poi promesso – scrive Scanzi – una bella manifestazione contro il governo il 9 febbraio. Bene, benissimo: nessuno sconto al potere. Negli ultimi anni i lavoratori, con sindacati così, si son sentiti davvero in una botte di ferro: chiodata, però. Giusto, quindi, manifestare contro il governo. Solo che, all’interno di dissesti destinati a crescere, il Salvimaio sta mostrando il suo lato meno indigesto proprio sul fronte del lavoro”.

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Ma quella del 9 febbraio, promossa ben prima che Landini diventasse segretario generale, è una manifestazione contro il governo? Non esattamente: è una manifestazione contro le politiche economiche del governo, come tante ne sono state fatte in questi anni contro le politiche degli altri governi, compreso quello a guida Pd, partito che, sempre secondo Scanzi, sarebbe “amatissimo dalla Cgil”. Tanto amato, il governo del Pd, che la Cgil (di Susanna Camusso) gli ha promosso persino, cosa mai accaduta, un referendum contro. E vogliamo parlare delle manifestazioni contro il Jobs Act e contro la Buona Scuola? E vogliamo ricordare la posizione della Cgil sul referendum costituzionale? Nettamente schierata per il No. Che a dispetto delle aspettative di Renzi e delle profezie di Scanzi è fortunatamente riuscito a prevalere.

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Manifestazione Cgil contro il Jobs Act

Ma allora, se non è contro il governo, quella del 9 febbraio sarà almeno una manifestazione contro il reddito di cittadinanza? No, nemmeno, lo ha spiegato stamattina Landini ad un assemblea con i lavoratori dell’azienda La Perla di Bologna: “il reddito di cittadinanza – ha detto il segretario generale della Cgil – è un provvedimento ibrido, che mescola la lotta alla povertà e le politiche per il lavoro, rischiando di fare male la prima e di non fare bene le seconde. Non a caso, Cgil, Cisl e Uil in audizione in Senato hanno illustrato le proprie proposte e come, secondo noi, dovrebbe essere migliorato e cambiato quel provvedimento”. E dunque, migliorare e cambiare, dice Landini con una grammatica abbastanza solida. E così dicono Cgil, Cisl e Uil, ieri, in sede di audizione al Senato.

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Landini in assemblea nell’azienda La Perla di Bologna

E dunque, la manifestazione del 9 febbraio non è contro ma per. Non è per chiedere di meno ma per chiedere di più. Più lavoro, più salario, più reddito, più investimenti pubblici e privati (senza i quali non si crea lavoro), più soldi ai lavoratori e ai pensionati, più protezione per i poveri, quelli veri, che magari non hanno dimora e per questo sono esclusi dal reddito di cittadinanza. Ma anche per chi è povero pur lavorando. Poi, per favorire la comprensione, Lara Ghiglione, segretaria della Cgil di La Spezia, ha disegnato uno schemino semplice semplice.

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Fortebraccio News

2 pensieri riguardo “La manifestazione del 9 febbraio spiegata ad Andrea Scanzi

  1. Preliminare al reddito di cittadinanza,già disposto in Cosituzione,con relativi paletti, nel suo articolo 38, è un sistema fiscale trasparente come quello disposto dall’articolo 53 della Costituzione. Un sistema che crei una Vera progressività applicata a tutti,compresi gli azionisti delle multinazionali, su capacità contributive effettive derivanti dai redditi lordi globali personali effettivi e comunque conseguiti con deduzione delle spese primarie e sociali ma non per quelle sul lusso, in modo da rendere progressivo l’intero sistema tributario! Tutto questo si capisce molto bene dalla discussione avvenuta in Ass. Cost. il 23 maggio 1947. Con l’emersione del NERO avremo i finanziamenti per ridurre le aliquote e gli imponibili per i lavoratori e aumentarli agli evasori e per gli nvestimenti pubblici senza fare deficit che costa ancora,ai soliti noti con ritenuta alla fonte, 75/80 miliardi annui di interessi. Avremo risorse sufficienti per garantire in modo gratuito e strutturale i diritti sociali collettivi scritti con chiare parole nella Costituzione.

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