La megabufala su Susanna Camusso: “Va in pensione a 30.000 euro al mese più due milioni di Tfr”

Scoop! Susanna Camusso ha iniziato a lavorare a 14 anni! Gira infatti da qualche giorno la “notizia” che Susanna Camusso “dopo 50 anni” di lavoro, va in pensione con una “liquidazione” da quasi due milioni di euro e una pensione da 30.000 euro al mese (ah se lo sapesse Boeri).

azzurrandia

La “notizia” è stata condivisa sul profilo di “azzurrandia” su Twitter e da un tizio su Facebook e condivisa ben 16.000 volte (sedicimila), grosso modo la popolazione di un paese grande come Albenga. Solo che in questo paese ideale non c’è il classico scemo del paese, ma ben 16.000 scemi del paese. 16.000 concittadini che non sanno fare nemmeno un calcolo da terza elementare. Preoccupante. Insomma un paese di scemi. Più che Azzurrandia, Scemilandia. Ora, al di là dell’enormità degli importi arbitrariamente attribuiti a Susanna Camusso dall’inventore della “notizia” (che da ora in poi chiameremo per quello che è, e cioè una bufala), sorge un interrogativo. Ma se Susanna Camusso è del 1955, ha cioè 64 anni, quando avrebbe iniziato a lavorare se si è ritirata dopo 50 anni di lavoro? Il conto è presto fatto: a 14 anni! Una lavoratrice non precoce, di più!  E va in pensione con 50 anni di contributi! Però! Altro che Fornero e Quota 100! Naturalmente, anche se ci sembra superfluo aggiungerlo, Susanna Camusso non ha (anzi non avrà giacché ancora è in attività) alcun tfr da due milioni né una pensione da 30.000 euro. Il segretario nazionale Nino Baseotto ha annunciato che sono partite le denunce contro gli autori della diffamazione.

AGGIORNAMENTO

Su Twitter, grazie all’intervento di Fabrizio Rossetti, segretario nazionale della Funzione Pubblica Cgil, la bufala è stata rimossa.

azzurrandia.jpg

7 pensieri riguardo “La megabufala su Susanna Camusso: “Va in pensione a 30.000 euro al mese più due milioni di Tfr”

  1. Chi immette bufale di questo tenore, deve essere perseguitato e denunciato. Il Web deve essere uno spazio libero ma non irresponsabile. Una burlata è una cosa viene pubblicata su siti tipici e anche condivisa ma la diffamazione è altro, questo non e una offesa ma una notizia per infangare.

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  2. Fate benissimo a smentire questa notizia, che non può che essere falsa, e anche a intimarne la rimozione.
    Ma c’è un piccolo passo, che sarebbe ancora più apprezzato da tutti noi, che dobbiamo rispondere ai dubbi e alle domande che ci pongono i lavoratori: perché non pubblichiamo e non rendiamo trasparenti i redditi dei nostri dirigenti sindacali e gli importi delle loro pensioni e liquidazioni ?
    Nella pubblica amministrazione una legge (il Dlgs 33/2013) impone la pubblicazione dei dati concernenti anche i compensi dei dirigenti e dei consulenti. Perché non ci imponiamo una analoga prassi di trasparenza?
    Il modo migliore per diradare una nebbia è illuminare la realtà che quella nebbia rende opaca.
    Cosa ne dite?
    Gianni Pizzi

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  3. Questa si che è un’ottima idea. Temo che la Camusso non sarebbe stata d’accordo anche se quello che è stato detto è certamente una calunnia. Per dimostrarlo non si possono pubblicare migliaia di buste paga quando è sufficente il regolamento del personale approvato dal direttivo nazionale. In questo caso si saprà tutto, compresa la retribuzione del segretario generale. Questo dovrebbe fare Baseotto visto che lo stesso Landini a suo tempo, quando polemizzava con la Camusso, pubblicò la sua busta paga.

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