Fabrizio, Esmeralda e la Cgil al tempo dei social (e delle bufale)

Nel pieno della tormenta scatenata dall’ultima bufala sulla pensione di Susanna Camusso (che in pensione non è), cui la Cgil ha risposto annunciando denunce contro gli autori, c’è chi ha reagito affrontando con fermezza l’ondata diffamatoria. Tra questi c’è Fabrizio Rossetti, segretario nazionale della Funzione Pubblica, che ha contattato direttamente gli account da cui veniva propagata la fake news chiedendo, e ottenendo, la rimozione dei tweet. E’ grazie a Rossetti se, su Twitter, il profilo Azzurrandia, legato ad un club non ufficiale del Napoli, ha cancellato il messaggio contro Camusso arrivando ad ammettere l’errore di averlo diffuso.

azzurrandia

E tanti altri account, su “sollecitazione” di Rossetti, hanno rimosso il tweet diffamatorio. Un impegno, quello del segretario nazionale della Funzione Pubblica Cgil, che gli è valso il ringraziamento della Cgil nazionale che sulla sua pagina Facebook ha scritto: “un grazie particolare a Fabrizio Rossetti della segreteria nazionale della Fp Cgil nazionale che ogni giorno con pazienza e risolutezza ci mostra come zittire i troll”.

Ma nella Cgil si va consolidando la consapevolezza di quanto sia importante il debunking: “smontare” le bufale è il primo passo per combattere il pregiudizio dilagante o, peggio, le operazioni scientifiche di delegittimazione del sindacato provenienti, per lo più, da ambienti filogovernativi. Altra cosa, ovviamente, sono le critiche legittime all’azione del sindacato. Esmeralda Rizzi, responsabile social di Corso d’Italia, da tempo lavora per sensibilizzare il sindacato sui rischi connessi alla diffusione delle fake news, analizzando anche le tempistiche, non casuali, con cui vengono diffuse. Il suo articolo sulle “Bufale a orologeria” è un’analisi magistrale del fenomeno ma anche un’indicazione di lavoro per una Cgil che non può più rinviare l’appuntamento con il futuro, anzi con il presente. Perché, come dice Stefano Poggi, in un bell’articolo pubblicato da Jacobin, “la comunicazione deve diventare una priorità nelle agende dei sindacalisti”  se il sindacato non vuole rinunciare “a porsi il tema dell’egemonia nella società”.

 

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