Alla Ducati vincono welfare e lavoro agile – Giuseppe Sabella

La contrattazione è il principale strumento attraverso il quale il sindacato agisce nell’interesse del lavoro. E, naturalmente, in presenza di un accordo virtuoso come quello raggiunto in queste ore in Ducati, la soddisfazione è tanta. Si tratta di un contratto aziendale valido per il prossimo triennio (2019-2021), accordo importante e ricco da molti punti di vista.

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Oltre 200 milioni di investimenti

Innanzitutto si conferma un assetto industriale con al centro lo stabilimento di Borgo Panigale, rispetto al quale viene almeno garantita l’occupazione a tempo indeterminato che nel triennio precedente è cresciuta oltre gli impegni presi con il Contratto del 2015 con l’assunzione di 137 lavoratori e lavoratrici tra operai e impiegati, portando l’organico del sito a 1208 lavoratori a tempo indeterminato a fine 2018. Si condivide inoltre un piano di investimenti per il prossimo triennio superiore ai 200 milioni di euro (di cui oltre 40 sul prodotto, oltre 40 sulla struttura e oltre 110 in ricerca e sviluppo).

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Arriva lo smart company work

Al centro dell’accordo vi sono misure innovative quali la definizione di un complesso sistema di conciliazione tra tempo libero e tempo di lavoro, per tutte e tutti le lavoratrici ed i lavoratori, operai e impiegati. Si confermano le sperimentazioni su smart working e part time nei reparti produttivi; si introduce (novità molto importante) lo strumento dello smart company work (che partirà entro l’estate e prevede un orario più libero per il personale indiretto che per motivi organizzativi non può accedere allo smart working); si prevede per tutti i lavoratori la possibilità di usufruire fino a 5 giorni di ferie in più ogni anno (autofinanziandoli dalla 13ma mensilità, prendendo spunto dal recente accordo dei metalmeccanici tedeschi dell’IGMetall); si riconferma la banca delle ferie e dei par solidali; si rendono più fruibili i permessi aggiuntivi (denominati “POL”) per i lavoratori diretti di produzione e si amplia e migliora il sistema in uso di recupero orario per i lavoratori impiegati denominato “ore più ore meno”.

Più soldi ai lavoratori

Sulla Parte Economica si riconferma un Premio di Risultato del valore massimo di 2700/2900 euro lordi annui (in due fasce a seconda del livello di inquadramento) e si prevede un aumento del “Premio Feriale” (premio che sarà erogato con la busta paga di giugno di ogni anno) che passa in due anni e mezzo dagli attuali 413 euro lordi (al 5° livello, 347 euro al 3° livello) a 1300 euro uguali per tutti a giugno del 2021. Questo incremento salariale è frutto dell’importante sviluppo aziendale degli ultimi anni, reso possibile grazie al contributo di tutti i lavoratori e le lavoratrici.

Formazione sulla Costituzione

L’accordo prevede anche il rafforzamento delle relazioni sindacali che era stato al centro del Contratto del 2015, implementando le forme di “partecipazione negoziata” costruite sul ruolo dei delegati sindacali, sul sistema informativo aziendale, sulla contrattazione e sulle commissioni tecniche bilaterali, un miglioramento dei diritti individuali (borse di studio per i dipendenti e per i figli dei dipendenti, previdenza complementare), confronti approfonditi sull’occupazione (a partire dallo strumento della stagionalità e dai meccanismi di consolidamento occupazionale, dai percorsi di alternanza generazionale e dall’utilizzo del part-time verticale), l’estensione anche alle aree indirette dei Gruppi di miglioramento (GMK), il rafforzamento dell’intervento sugli appalti, momenti di confronto e approfondimento sindacale su Industry 4.0, l’impegno congiunto in materia di mobilità sostenibile, un lavoro congiunto sui percorsi di crescita e valorizzazione professionale (job posting, declaratorie, formazione continua, libretto formativo, fino alla formazione sulla Costituzione) anche con l’utilizzo delle macro fasi in produzione.

Il protocollo “Diversity”

Infine viene posta un’attenzione particolare ai cambiamenti del mondo del lavoro e delle persone che lavorano, introducendo nel contratto un capitolo apposito denominato “diversity” con l’obiettivo di valorizzare tutte le diversità presenti in azienda ed evitare ogni tipo di discriminazione. È stato anche introdotto un punto a proposito dei lavoratori “over 50” in produzione, al fine di affrontare il tema della conciliazione tra esigenze legate all’Industria 4.0, l’invecchiamento della popolazione aziendale e le attività effettivamente svolte.

Due osservazioni a margine: Ducati è azienda molto sensibile al welfare nonché molto attenta a valori di rispetto ambientale, al rapporto con i suoi lavoratori e al rispetto del territorio bolognese. Il contenimento delle emissioni di Co2, la riduzione dei consumi energetici e la sensibilizzazione dei lavoratori sulle tematiche ambientali sono obiettivi prioritari; il rispetto dell’ambiente passa anche attraverso l’incentivazione di utilizzo dei mezzi pubblici e del car sharing. Ai dipendenti, Ducati garantisce la possibilità di formarsi costantemente, con progetti di formazione duali professionalizzanti, laboratori di “apprendimento in situazione”, progetti di alternanza scuola-lavoro e certificazione delle esperienze formative; è inoltre prevista una formazione congiunta tra manager ed RSU sulle materie sindacali, così da incentivare rapporti continui e sempre più collaborativi tra le Parti. Rapporti di scambio e di confronto che si concretizzano nelle commissioni tecniche bilaterali, sede privilegiata per il dialogo partecipato, oltre che nelle commissioni aziendali europee e mondiali. La valorizzazione dei propri dipendenti passa anche dal c.d. welfare aziendale che garantisce a tutti i dipendenti trattamenti di miglior favore rispetto alla contrattazione nazionale in tema di sanità integrativa, permessi retribuiti per motivi famigliari o per nascita, congedi parentali fruibili su base oraria, bonus economici per l’iscrizione agli asili nido, borse di studio per i figli dei dipendenti e progetti di alternanza generazionale. Se consideriamo quanto appena visto, capiamo che il welfare è elemento su cui Ducati ha costruito il suo modello aziendale che, incontrando cicli produttivi favorevoli, è foriero di successi di business, di pratiche innovative, di buone relazioni di lavoro e di una virtuosa distribuzione della ricchezza. In secondo luogo, il contratto metalmeccanico 2016 si rivela strumento prezioso per accordi aziendali di valore. Sta al livello nazionale capire quante realtà – come Ducati in questo caso – sono state capaci di costruire un buon welfare e di far crescere i salari. A breve inizierà la vertenza per il rinnovo, non è questo un elemento secondario.

Giuseppe Sabella (Fondazione Think Industry 4.0)

Twitter: @sabella_thinkin

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