La Cgil smonta la bufala sui bilanci segreti del sindacato – La Foto

In un lungo articolo dedicato allla puntata di Otto e Mezzo che ha visto ospite il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, il sito “Affari Italiani” parla di “bilanci segreti della Cgil.

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Nel corso della trasmissione condotta da Lilli Gruber, Landini aveva replicato a Luigi Di Maio chiarendo 1) che lo stipendio del segretario generale della Cgil non viene pagato con i soldi dei cittadini ma con le quote volontarie degli iscritti e 2) che il suo stipendio ammonta a 3700 euro netti. Uo stipendio non certo faraonico per chi ha la responsabilità di dirigre un’organizzazione con oltre 5 milioni di iscritti. Un terzo, per esempio, di quanto guadagna (con soldi pubblici) l’ex concorrente del Grande Fratello Rocco Casalino.

Ma chiarita l’entità dello stipendio e smontata la bufala diffusa nei giorni scorsi dai settori governativi per attaccare il sindacato, ecco che Affati Italiani torna alla carica con una bufala nuova di zecca. I presunti bilanci sindacali segreti (che segreti non sono).

Insomma il nuovo capo della Fiom – scrive Affari Italiani – la butta sulla grana, ma non dice la cosa più importante e che cioè i sindacati hanno il bilancio segreto (sembra che solo la Cisl li pubblichi). Un’anomalia assurda, visto il numero degli iscritti che si conta in milioni e il potere che essi hanno.

Ora, sorvoliamo sul fatto che il sito Affari Italiani non sappia nemmeno che Landini non è il nuovo segretario della Fiom ma della Cgil (il che già la dice lunga sull’attendibilità di questa fonte), ma che i bilanci sindacali non siano segreti ma pubblici per legge (la legge 460 sulla trasparenza delle onlus) lo sanno anche i bambini. In ogni caso, per agevolare il lavoro della redazione “investigativa” di Affari Italiani la Cgil nazionale ha indicato esattamente il punto in cui è possibile consultare i bilanci della Cgil. E non nella sede della Spectre ma, semplicemente, nel sito della Cgil.

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La lotta del sindacato contro le bufale sui social, intanto, comincia a dare i primi risultati grazie anche al cosiddetto “Protocollo Baseotto”, dal nome del segretario di organizzazione del sindacato rosso, che consiste nella linea dell’intransigenza (e delle denunce) verso chi diffonde fake news lesive dell’immagine del sindacato. La presenza di fake news contro la Cgil, nell’ultimo periodo, è decrescente, quasi nulla. Su Facebook è nato un osservatorio ad hoc per monitorare i social e contrastare il fenomeno delle bufale.

Fortebraccio News

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