Logistica e Far West, negli appalti di Zara accade di tutto

Manca solo il cacciatore di taglie e poi gli appalti di Zara potrebbero essere benissimo un film di Sergio Leone. C’è di tutto: sceriffi e banditi. Ci sono per esempio i banditi che entrano in un magazzino e aggrediscono i lavoratori in sciopero, ferendoli anche col taser. Alcuni li hanno pure mandati all’ospedale. E’ successo davvero, nel sito romano del Gruppo Faro, consorzio di cooperative che opera per la logistica di Zara, circa 1100 addetti in tutta Italia.

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In alcuni siti, come quelli di Bologna, Reggio Emilia e Rimini, accadono fatti a dir poco inquetanti: le ragioni sociali delle Cooperative che lavorano in appalto per Zara variano (variano?), ma la sede legale spesso coincide (spesso coincide?): Via Tunisia 42 – Milano.

I lavoratori degli appalti di Zara denunciano “un vero e proprio “sistema” finalizzato alla riduzione del costo del lavoro”. Per loro “niente ferie e straordinari, pagamento fittizio di tredicesima e quattordicesima, in alcuni casi evasione contributiva: “Ho iniziato a lavorare quando avevo 16 anni – racconta Mohammed, lavoratore egiziano –  prima solo due notti a settimana, facevamo la pulizia in negozio. Non avevo contratto, ero in nero. Nel corso degli anni, quando abbiamo provato a fare delle denunce ci facevano il lavaggio del cervello dicendo che se voi andate alla Cgil o all’Ispettorato a denunciare vi fanno solo perdere il lavoro. Ricordate che siamo noi che vi aiutiamo. Ci hanno portato anche un Imam per convincerci: era la legge araba che vigeva non quella italiana. In dieci anni – continua Mohammed – non ho mai avuto una settimana di ferie pagata, né la tredicesima, né la busta paga. Faccio fino a 300 ore al mese ma nella busta paga c’è scritto 150 ore. E mentre a noi ci sfruttavano, pochi mesi fa, il capo dell’azienda ha comprato due alberghi e la Guardia di Finanza ha sequesrato tutto perché faceva riciclaggio. Abbiamo fatto lo sciopero: ci hanno minacciato. Ci hanno detto che non possiamo fare neanche la manifestazione davanti a Zara, possiamo manifestare nel parcheggio per non danneggiare l’immagine del negozio. Non viviamo in Italia, viviamo in Africa”

I sindacati hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica, alla Guardia di Finanza e all’Ispettorato del Lavoro di Bologna, Reggio Emilia e Rimini. Aspettiamo di capire meglio. Nel frattempo, oggi, alle 12, Filcams, Fisascat e Uiltucs, incontreranno i rappresentanti Zara. Chiederanno a a Zara “in qualità di committente di assumersi la responsabilità di tale situazione, di sanare il pregresso pagando stipendi e contributi dovuti e di ristabilire condizioni di legalità nell’ambito degli appalti. E’ evidente che è necessario da parte di Zara una presa di posizione netta procedendo al recesso degli appalti e alla tutela dell’occupazione”.

Fortebraccio News

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