Tutti in piazza per dire no al congresso degli orrori – Andrea Malpassi

Questi del “Congresso della famiglia” di Verona sono oggettivamente una delle cose più brutte mai viste. Se avessimo dovuto disegnarli noi, non saremmo riusciti a creare un’accozzaglia tanto orrida: c’è il peggio del “suprematismo bianco” americano, un redivivo movimento per il “ripopolamento della specie” russo-ortodosso, il cattolicesimo medievale dei lefebvriani, vari propugnatori di disegni di legge per la lapidazione degli omosessuali, i cultori biblici del ruolo “domesticamente sottomesso” della donna, teorici della “purezza della razza”: tutti intransigenti fondamentalisti di una “morale” etnica e sociale, costruita a tavolino mettendo insieme le teorie più violente, avvilenti e disumane che si possano trovare.

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A quest’orribile masnada si aggrega festante la nostra “destra” italiana, col suo personalissimo carico di ipocrisia, doppia morale (presi uno ad uno, nella propria vita privata, non sopravviverebbero cinque minuti ai roghi che vogliono creare) e stupidità. Con la sua intima e mai risolta nostalgia per il fascismo. Messi tutti insieme, questi del “Congresso della Famiglia” di Verona, sono così assurdamente ridicoli che Dickens o Dostoevskij li scarterebbero a priori come figure negative: non sarebbero credibili nemmeno come i “cattivi” di un brutto film di 007, gli sceneggiatori li rifiuterebbero per qualsiasi fiction televisiva, non li vorrebbe come seguaci –per dignità- nemmeno Voldemort.

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Sono tanto orridi, ridicoli e stupidi da non sembrare verosimili: e però purtroppo sono veri. Adoro ogni ironia che circola su internet rispetto a loro: ci sono foto e frasi e citazioni meravigliose, battute perfette, vignette azzeccatissime. Che ci ricordano quanto può essere bello internet e quanto utili i social media. Ed è anche probabilmente vero che sarà una risata – alla fine – a seppellirli. E però purtroppo sono veri. In molti Paesi, tra cui il nostro, sono anche al Governo. Grazie ad alcune bravissime giornaliste e a bravissimi giornalisti abbiamo scoperto che – dietro quest’armata delle tenebre – ci sono finanziatori importanti, oligarchi di superpotenze, leader politici, sociali e religiosi, stretti in una fitta trama con neonazisti e neofascisti e varia criminalità diffusa. Con un progetto ben chiaro: ridisegnare le norme e le regole e anche i costumi della nostra vita in senso repressivo, autoritario e disumano.

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In altre parole, hanno uno scopo preciso e nemmeno tanto originale: utilizzare l’imposizione della propria visione “morale” per esercitare un continuo e inamovibile abuso di potere sul popolo. Ed è per questo motivo (insieme sicuramente ad una noiosissima tendenza personale alla pesantezza) che a me non fanno ridere: a me questi del “Congresso della Famiglia” fanno rabbia. Fanno rabbia perché sono cinici e incattiviti e sanno perfettamente di essere nel torto marcio: lo sanno, ce lo dicono le loro vite e scelte private così contrapposte alla “morale” che vorrebbero diffondere e ce lo dice quell’intreccio di finanza e politica che hanno alle spalle. Il loro è soltanto un modo per riprendersi o mantenere potere. E’ il tentativo disperato e feroce di restaurare un mondo che gli sta scomparendo sotto agli occhi.

Già, perché quel loro mondo sta scomparendo, per fortuna. L’idea di un mondo dove ognuno sia libero di volere bene a chi gli pare è un fiume in piena inarrestabile; il concetto che il padre e la madre non sono un mero “fattore biologico”, ma sono coloro che ti rimboccano le coperte e ti misurano la febbre –indipendentemente da chi ti ha dato la spinta iniziale o ti ha generato- è ormai non solo capito razionalmente, ma sentito emotivamente; la famiglia è quella che ti costruisci, è fatta delle persone che scegli e che scelgono te: non viviamo tutti, per fortuna, ormai così?

Questi valori, questi sentimenti stanno abbattendo secoli di arretratezza e di nefandezze e lo stanno facendo in fretta, con una rapidità che afferma una sola semplicissima cosa: sono valori e sentimenti naturali. Mettendomi nei loro panni, io potrei anche capirli, questi del “Congresso della Famiglia”: hanno paura, una paura fottuta. Vedono saldarsi tutto ciò che hanno provato da sempre a tenere diviso: chiunque abbia in mente un mondo migliore. Solo nelle ultime settimane le strade di tutto il mondo si sono riempite di milioni di donne che vogliono dare la spallata finale ad un vecchio sistema che non le vorrebbe mai libere di decidere per loro stesse e mai davvero protagoniste nella società; ovunque nel mondo lavoratrici e lavoratori riscoprono che il “sistema è truccato” e manifestano e scioperano per i propri sacrosanti diritti, arrivando a parlare di socialismo persino negli Stati Uniti; una massa globale di ragazze e ragazzi abbatte in un istante tutte le divisioni artificiali che gli sono state imposte e si ritrova, insieme, a gridare di volere un altro mondo.

E finalmente, dopo secoli di pensiero e azione, si realizza quello che è così meravigliosamente naturale: si capisce che il diritto collettivo e il diritto individuale non possono essere contrapposti e le lotte per i diritti sociali e per i diritti civili e per i diritti umani diventano la stessa lotta. Una lotta che ha e che soprattutto avrà la necessaria forza inarrestabile per costruire il mondo che vorremmo. I “Congressi della Famiglia”, le scandalose recenti sentenze italiane su alcuni casi di abuso e violenza e stupro, le imposizioni antiabortiste ad alcune bambine vittime di violenza, i vari Pillon o i ministri Fontana qualsiasi, il patetico machismo da operetta dei leader delle superpotenze, le norme che rendono il lavoro dipendente sempre più simile alla schiavitù, i rigurgiti di teorie e comportamenti razzisti non solo dei singoli ma spesso delle istituzioni, le frontiere nazionali chiuse a chi emigra e le frontiere sociali sbarrate per chi è in una qualsiasi condizione di debolezza o fragilità… tutti questi beceri e incattiviti tentativi di restaurazione sono il colpo di coda dello scorpione morente.

E però proprio per questo sono pericolosi ed è necessario ribattere colpo su colpo, non fargliene passare neanche una, essere in piazza anche a Verona. Perché – come del resto quasi sempre – ha ragione Gramsci: il loro vecchio mondo sta morendo e se noi tardiamo ad affermare quello nuovo, allungheremo troppo il chiaroscuro in cui nascono questi mostri. Non faremo questo errore, è sicuro. Realizzeremo quel mondo così naturale dove un bambino o una bambina saranno liberi di vestirsi da cow-boy o da principessa, come gli pare; le donne non dovranno guadagnare il 17% in meno dei loro colleghi maschietti; il profitto di un’oligarchia non sarà ragione sufficiente per avvelenare le acque di tutti; il colore della pelle tornerà ad essere un “problema” solo rispetto alla crema solare da utilizzare, in spiaggia; la famiglia sarà composta solo da tutte le persone a cui vuoi bene e che ti vogliono bene; l’operaio non dovrà limitarsi a sognare il figlio dottore e la sfacciata ricchezza di pochi sarà redistribuita nel benessere di tutti.

Cara destra italiana che sarai al “Congresso della Famiglia”, vi abbiamo già liberato dal fascismo e vi abbiamo permesso di vivere in democrazia. Non ci avete ancora ringraziati, è vero, ma noi vi libereremo anche da questa vostra orribile e spaventata idea del mondo. Staremo meglio tutti, persino voi: non avrete più ragione di essere così cattivi, frustrati ed infelici.

Andrea MalpassiCoordinamento area migrazioni e mobilità internazionali Inca Cgil

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