Gli autobus italiani? Ora si producono in Turchia. Ma il governo non lo sa

L’uomo al quale Luigi Di Maio ha affidato la missione di affrontare – e perché no: risolvere – per conto del governo le crisi aziendali è un signore con poche idee ma molto confuse. E’ il bresciano Giorgio Sorial, una laurea in ingegneria a Brescia e un master in Business Administration a Dublino, deputato del Movimento 5 Stelle dal 2013 al 2018, dallo scorso giugno è vice capo di Gabinetto del Ministro dello Sviluppo Economico.

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Sorial, il primo da sinistra, in visita allo stabilimento IIA di Bologna

Ieri, dal suo profilo Facebook, Sorial racconta la sua visita allo stabilimento Industria Italiana Autobus (IIA) di Bologna: “Ho così potuto apprezzare e constatare con i miei occhi – scrive Sorial animato da incomprensibile entusiasmo – il risultato concreto del duro lavoro che stiamo facendo per salvare quest’azienda in crisi, in cui è presente un elevato ‘expertise’ di settore che il nostro paese non deve assolutamente perdere, ed è per questo motivo che su di essa abbiamo concentrato le nostre forze sin dai primi mesi di questo Governo”. Per essere più convincente, Sorial mostra la foto di un autobus in fase di produzione.

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Quello che il rappresentante del governo non dice, o peggio non sa, è che gli autobus di Industria Italiana Autobus, dall’anno scorso, si producono in Turchia. Ben 665 dei 715 autobus commissionati vengono prodotti nello stabilimento turco e agli stabilimenti italiani di Bologna e Avellino rimane solo qualche briciola. E molti, molti cassintegrati.

Questo perché, come spiega il Sole 24 Ore, “a dispetto degli impegni e dei proclami ufficializzati dal Governo giallo-verde per salvare la bandiera tricolore sulle due fabbriche e i 450 addetti di Industria italiana autobus tra Bologna e Avellino, la società è finita in mani turche. Ad aggiudicarsi il 70% della realtà industriale nata il 1° gennaio 2015 dalle ceneri degli storici marchi Irisbus e Bredamenarinibus è Karsan Otomotiv, compagnia fondata nel 1966 nella metropoli ottomana Bursa – principale distretto turco dell’automotive – dall’imprenditore locale Inan Kıraç, che fino a ieri aveva il 5% di IIA e ora è salito al 70%, attraverso un aumento di capitale fino a 3,6 milioni di euro”.

A commentare la visita di Sorial è stato oggi Bruno Papignani, segretario dei metalmeccanici Cgil dell’Emilia Romagna: “Ci mancava anche questa farsa”, dice Papignani. “Gli autobus si fanno in Turchia, Sorial è uno dei massimi responsabili oltre ad essere inadeguato al ruolo”.

La sensazione è che Sorial più che risolvere le crisi aziendali contribuisca a complicarle.

Fortebraccio News

 

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