“Lavorare meno a parità di salario”, la proposta (rivoluzionaria) del presidente Inps

Torna a riprendersi la scena del dibattito pubblico il vecchio, ma più che mai attuale, cavallo di battaglia del movimento operaio: la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. A resuscitarlo è stato il nuovo presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, in occasione dell’apertura del Master in Economia pubblica alla Sapienza di Roma, per il quale ha tenuto una lezione inaugurale dal titolo “Le diseguaglianze nel capitalismo finanziario”: “Siamo fermi in Italia all’ultima riduzione di orario del ’69-70 – ha detto Tridico – non ci sono riduzioni da 50 anni invece andrebbe fatta per aumentare l’occupazione e incentivare la riorganizzazione produttiva delle imprese. Gli incrementi di produttività vanno distribuiti o con salario o con un aumento del tempo libero”.

A 100 anni esatti dallo storico accordo sulle 48 ore contrattuali, siglato nel febbraio del 1919 fra la Federazione degli industriali metallurgici e la Fiom, che recepì la storica rivendicazione del movimento operaio della giornata lavorativa di otto ore, e dopo i rinnovi contrattuali della fine degli anni ’60 che lo ridussero a 40 ore settimanali, sembra arrivato il tempo di riaprire la discussione della riduzione di orario come “leva per ridistribuire la ricchezza – ha spiegato Tridico – e aumentare l’occupazione”. Certo, non siamo ancora alle previsioni di Keynes (che immaginava una giornata lavorativa di 3 ore) ma sicuramente la direzione è quella giusta, e allineerebbe l’Italia alle tendenze europee, a partire dalla Francia e dalla Germania dove appena un anno fa, a Stoccarda, è stato firmato da Ig Metall l’accordo pilota sulla riduzione dell’orario a 28 ore settimanali per il Baden-Württemberg (Germania sud-occidentale).

Per il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, la proposta di Tridico, che prima di diventare presidente dell’Inps insegnava Economia politica all’Università di Roma Tre, merita approfondimento: “Oggi questo tema della riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario merita degli approfondimenti e massima discussione con le imprese e i rappresentanti dei lavoratori”. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, a Porta a Porta. “Conosco bene Tridico – ha aggiunto – che porta avanti questa tesi da anni. Non è escluso che a livello europeo possa essere una soluzione”.

Fortebraccio News

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