Ecco da dove arriva lo slogan “35 ore a parità di salario”

Si fa un gran parlare in questi giorni di riduzione dell’orario di lavoro, un tema che esiste da sempre, che a tratti sparisce dall’agenda politica e in altri momenti riprende vigore. A resuscitarlo, l’ultima volta, è stato il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, nel corso di una lezione alla Sapienza: “Siamo fermi in Italia all’ultima riduzione di orario del ’69-70 – ha detto il numero uno dell’Inps – non ci sono riduzioni da 50 anni invece andrebbe fatta per aumentare l’occupazione e incentivare la riorganizzazione produttiva delle imprese. Gli incrementi di produttività vanno distribuiti o con salario o con un aumento del tempo libero”. Tanti oggi rivendicano la proposta delle 35 ore settimanali a parità di salario, altri, come l’ex presidente della Camera Fausto Bertinotti, la rilanciò con tale determinazione che cadde il governo Prodi.

Ma da dove arriva la parola d’ordine “35 ore a parità di salario?, Lavorare meno, lavorare tutti?” Dal partito Democrazia Proletaria (DP), una piccola forza politica (parlamentare) collocata a sinistra del Pci, nata nel 1978 e sciolta nel 1991 per confluire in Rifondazione Comunista e, in parte, nei Verdi. Tra i militanti più illustri di Democrazia Proletaria, vi fu anche Peppino Impastato che si candidò nelle sue liste al consiglio comunale di Cinisi prima di essere assassinato dalla mafia. Militarono in DP anche Giuliano Pisapia, Paolo Villaggio, Giacomo Poretti del trio Aldo, Giovanni e Giacomo, oltre, naturalmente a figure come Vittorio Foa e Mario Capanna, che ne fu segretario. Qui sotto il manifesto di Dp sulle 35  ore (e a proposito di manifesti, alcuni furono realizzati dal grande disegnatore Andrea Pazienza).

democrazia proletaria

Nel programma politico di Democrazia Proletaria, che coniugava cultura marxista e cultura ambientale ma anche la battaglia per i diritti civili, c’era pure l’estensione dell’articolo 18 alle aziende con meno di 15 dipendenti, la legalizzazione delle droghe leggere, l’opposizione all’utilizzo civile e militare del nucleare.

Fortebraccio News

 

 

 

 

2 pensieri riguardo “Ecco da dove arriva lo slogan “35 ore a parità di salario”

  1. Contestuale al referendum sulla art 18 Dp propose un referendum che comportò la liquidazione pari ad una mensilità moltiplicata per gli anni di lavoro. C è ancora oggi. Invece non ci sono centrali nucleari per merito di Dp che propose il referendum e raccolse oltre il 50 per cento delle firme.

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