Il commosso messaggio di Bruno Papignani: “Il 9 maggio lascio l’incarico di segretario”

Da delegato di fabbrica a segretario generale dei metalmeccanici dell’Emilia Romagna. Dopo quasi mezzo secolo di militanza sindacale, Bruno Papignani, il 9 maggio, lascerà la guida della Fiom Emilia Romagna: dovrà dedicarsi adesso alla lotta contro una malattia rara, come lui stesso ammette, una condizione di cui, dice Papignani, ” non mi vergogno e che non nascondo”. Papignani ha sempre espresso le sue posizioni in maniera franca, da spirito libero, spesso sfidando le convenzioni e i riti di organizzazione e lo ha fatto anche nel messaggio di congedo, che pubblichiamo integralmente qui sotto, criticando la direzione della Cgil Emilia Romagna. Papignani, è stato tra i più convinti sostenitori, nel corso dell’ultimo congresso della Cgil, della candidatura di Maurizio Landini alla carica di segretario generale. Qui il suo messaggio.

Oggi lunedì di Pasquetta, è un giorno spensierato di festa, di uova colorate per giocare a “cuccetto”. Uova sode. Dunque è la giornata giusta per sdrammatizzare “su nessun segreto o mistero” circa le mie condizioni.

Il 9 Maggio prossimo sarà convocata l’assemblea generale della Fiom Emilia Romagna. In quella sede arriveranno le mie dimissioni e sarà eletto il nuovo segretario generale della Fiom Emilia Romagna. Quasi sicuramente farò un breve saluto video o scritto, ma non sarò presente.

Mi sono iscritto alla Fiom nel 1974, poi dal 1977 è partita una lunga storia di dirigente sindacale. Prima di fabbrica fino al 1986, poi di zona, territoriale, Regionale e Nazionale. Tuttavia non contano le cariche, ma quanto in questi anni, insieme, abbiamo realizzato. Mi ritengo fortunato di aver diretto per otto anni la Fiom di Bologna, successivamente la Fiom Regionale per altri sette anni, carica che ricopro tutt’oggi.

Ho seguito Fincantieri Group, Wartsila Group, nella delegazione del contratto Federmeccanica e, in prima persona, il contratto nazionale delle cooperative metalmeccaniche. La fiom mi ha messo in condizione di fare tante altre esperienze che ormai sono storia sindacale visto che, ogni iniziativa, ogni conquista, non è mai passata inosservata. Accordi che hanno suscitato consensi, a volte critiche, comunque hanno fatto “chiasso”. Non mi congederò dall’assemblea con la retorica dell’assente, sono certo che successivamente alla data del 9 Maggio, troverò il modo e le forme per salutarli come si deve e anche in una forma utile alla Fiom.

Oggi colgo l’occasione per chiarire ciò che, come dicevo, non ha niente di misterioso circa il mio stato di salute e sopratutto superato il disappunto non ho nulla di cui vergognarmi e da nascondere. Mi sto convincendo che può servire di aiuto ad altri che devono fare i conti con situazioni difficili. Forse sto strapazzando lo stile e le regole di riservatezza che di solito sono assunte e apprezzate quasi per convenzione. Ammettere le mie debolezze non è facile per un solo motivo “perché un sindacalista debole non serve a niente” tuttavia fa parte della vita.

All’inizio del 2013 mi è stata diagnostica una malattia rara, la Fibrosi Polmonare Idiopatica, per la quale in questi giorni è nata una associazione che insieme ad altri ho promosso per supportare i pazienti. È una malattia le cui cure odierne non la guariscono, è progressiva e riguarda i polmoni, esistono farmaci solo in grado di rallentarne il decorso. Con un pò di fatica, in questi anni, ho continuato a tenerla in equilibrio e ho continuato a lavorare, mi ha aiutato.

Un primo peggioramento lo ebbi sul finire del 2015 quando chiesi di rinunciare a Fincantieri, un esperienza difficile, faticosa, ma altrettanto affascinante, anche nei rapporti costruiti con i delegati e con tanti lavoratori nel corso delle assemblee, che non sono mai state un giro di valzer. Mantenni la Wärtsilä e altri gruppi l’SCM, compagni diventati parte di me stesso. A Cervia nel novembre scorso durante il congresso Regionale Fiom avevo già deciso di lasciare il testimone di dedicarmi a temi specifici gratuitamente e senza incarichi. Ho continuato a dire no alla politica.

Nella relazione introduttiva dissi che mi sarei dimesso e che il rinnovamento interessava tutta la struttura. Da mesi sapevo che avrebbe lascito anche Stefano Pedini, un compagno che ho stimato e continuerò a stimare. Il congresso di Cervia mi rielesse, avevo già la Bronchite.

Il congresso della CGIL Regionale fu invece complicato e pieno di ipocrisie. Di questo parlerò da persona libera e senza incarichi scegliendo forme meditate, ma senza mediazioni. Lo farò in profondità. Poiché vedo nella Cgil Regionale di oggi il punto più basso mai raggiunto dal punto di vista dei contenuti politico sindacali. Rischia di imboccare un declino per il difetto di concentrarsi quasi esclusivamente sulle piccole rivalse di potere interno, rapporti individuali e nepotismi, al posto del progetto che, esiste sulla carta, ma palesemente scopiazzato, così come alcuni accordi ed enti bilaterali ( Eber) vanno chiariti.

Durante quel congresso, dalle verifiche e indagini cliniche, sembra avessi già in atto una doppia polmonite che, naturalmente ho trascinato fino al congresso della Fiom a Riccione. Non mi pento, anche se stavo male, l’ambiente Fiom mi proteggeva comunque. Ormai mancava il congresso nazionale della Cgil, volevo concludere un percorso che vedesse realizzato quello per cui in tanti avevamo lavorato per anni. Semplicemente perché per la Cgil era, ed è, necessario farlo.

Non sono riuscito ad andare a Bari tuttavia quando il sei febbraio è venuto a casa mia a trovarmi Maurizio Landini era il Segretario Generale della Cgil. Lo ammetto mi sono commosso, che per me è la cosa più fastidiosa che possa capitarmi anche quando si è verificato (raramente) di cedere davanti a Fiorella. Tornato da Riccione il lunedì successivo (17 Dicembre 2018) ho cercato di resistere, durante la notte il 118 mi portò in ospedale in terapia intensiva. Da allora, salvo due pause di qualche giorno, sono ricoverato e sono prevalentemente a letto.

Ho dovuto dosare perfino le visite e non vedere persone che avrei voglia di vedere. Ho tenuto come riferimento alcuni compagni quotidianamente. Non mi sono sfuggiti e non mi sfuggono i tanti messaggi che mi sono arrivati e che continuano ad arrivarmi, ai quali cerco rispondere a tutti. La doppia Polmonite ha riacutizzato la Fibrosi occorre stabilizzare un equilibrio fra le cure in ospedale e della convalescenza, con la consapevolezza che non è scontato e facile.

Per questo la permanenza in ospedale potrebbe essere ancora lunga. Non sono una larva, grazie ai medici ed infermieri, la mia famiglia e noi Fiom. Sono attivo. Quando chiedo a Fiorella se sono lucido mi guarda male e risponde: no! sei un Rompicoglioni. Dunque sono lucido. Del resto qui tutto è fatto dai metalmeccanici, dal letto alla Tac. La Fiom mi ha insegnato che non esistono soluzioni improvvise e miracolose, bisogna (come sempre) lottare anche quando le probabilità di vincere sono limitate. Del resto, oggi è il lunedì dall’Angelo, si ricorda l’incontro dell’Angelo con le donne giunte al sepolcro, è di buon auspicio.

Per ora il capitolo si chiude qui. Ci torneremo sopra il 9 Maggio per festeggiare il nuovo segretario… sul resto, su tutto il resto vediamo. Intanto divertitevi e buona Pasquetta.

Fortebraccio News

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