Confindustria vuole partecipare al corteo del primo maggio (e non è Lercio)

Ora, va bene tutto. Va bene pure (si fa per dire) che Confindustria Emilia Romagna, mossa da slancio interclassista, si sia autoinvitata alla manifestazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil del 9 febbraio. Ma l’ultima uscita dell’associazione degli industriali lascia alquanto perplessi. Stiamo parlando del primo maggio, la festa dei lavoratori. Ebbene, in questi giorni, dalla Confindustria emiliana è arrivata, più o meno esplicitamente, la richiesta di partecipare al corteo nazionale del primo maggio che quest’anno si terrà a Bologna. Se possibile, con tanto di intervento dal palco. “Se riceverò l’invito certamente non rifiuterò”, ha fatto sapere il numero uno di Confindustria Emilia Romagna Valter Caiumi. Il suo predecessore, Maurizio Marchesini, presidente di Marchesini Group, si è spinto ancora più in là, chiedendo di cambiare il nome alla giornata dei lavoratori: “Se invece di chiamarla Festa dei lavoratori fosse la Festa del lavoro, gli industriali in piazza ci sarebbero. Se ci chiamano, noi ci siamo”.

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In un primo momento, la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, aveva aperto alla richiesta degli industriali ma la freddezza di Cgil e Uil l’ha fatta tornare sui suoi passi. Gino Giove, segretario della Cgil emiliana, è stato lapidario definendo “surreale” la richiesta di Confindustria. E c’è da scommettere che il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che domani terrà una conferenza stampa di presentazione del primo maggio, non approverebbe in nessun caso una simile possibilità visto che nel 2013, da segretario generale della Fiom contestò la scelta di invitare Confindustria per il Primo maggio e disertò la piazza per protesta. In quel caso, però si trattava della manifestazione territoriale del primo maggio in Emilia Romagna dove la suggestione interclassista è alimentata dal mito del cosiddetto modello emiliano.

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E poi diciamocelo: sarebbe paradossale che in un momento in cui i lavoratori sono costretti, spesso per scelte imprenditoriali, come nel caso della grande distribuzione o del food delivery, a lavorare nei giorni festivi, compreso il primo maggio, la piazza sia invece aperta agli imprenditori. Insomma, imprenditori in piazza e lavoratori al lavoro. Ma, per fortuna, le richieste degli industriali, per il momento, sembrano cadute nel vuoto.

Fortebraccio News

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