Sentenza della Cassazione: “Non è obbligatorio stimare il datore di lavoro”

Quante volte vi sarà capitato di sbottare contro il datore di lavoro, magari con sfoghi momentanei un po’ sopra le righe. Roba, per dire, tipo “Ma che azienda di merda!”. Naturalmente, c’è da aspettarsi che la reazione del datore di lavoro possa essere anche il licenziamento. Bene, sappiate che una sentenza della Cassazione ha stabilito che in questi casi il licenziamento è illegittimo e che “il lavoratore non ha l’obbligo di stimare il datore di lavoro” se non è espressamente previsto nel contratto di lavoro. La sentenza nasce da un ricorso di Massimiliano C. lavoratore di un’agenzia di vigilanza, che dopo ripetute telefonate al centralino dell’azienda per farsi dare il Cud ad un certo punto ha sbottato: “Ma che azienda di merda!”. Uno sfogo che alla guardia giurata è costato il licenziamento. Licenziamento ritenuto illegittimo dalla Cassazione che ha condannato l’azienda a risarcire il lavoratore pur non disponendo il reintegro per effetto della Legge Fornero. Ovviamente, è sempre consigliabile evitare certi toni pur in presenza di una sentenza che garantisce da eventuali conseguenze disciplinari.

La sentenza è la numero 12786 del 14 maggio 2019

Fortebraccio News

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