Solo l’unità dei lavoratori può sovrastare l’onda nera – Andrea Malpassi

C’è un sovranista italiano che si traveste da poliziotto perché da bambino gli hanno rubato Zorro; c’è una nazionalista francese, alla quale il padre ha regalato un partito razzista e un po’ fascista; c’è un tedesco che ha ripreso a negare l’Olocausto; c’è un olandese che organizza le “gare di fumetti” per deridere Maometto; c’è un finlandese chiamato “vero finlandese” che dice che il ruolo naturale della donna è solo quello domestico…
Sembra l’inizio di una barzelletta e invece sono i “sovranisti” europei, Salvini, Le Pen e il resto di quest’onda nera, che oggi saranno in piazza a Milano. Candidandosi alla guida dell’Europa, per smantellarla.
Razzisti, xenofobi, omofobi, praticano l’autoritarismo e rimpiangono il fascismo. Vivono sulla menzogna e con la menzogna alimentano la paura. La paura di tutto ciò che è nuovo, diverso, complicato. La paura verso il migrante, verso la donna, verso l’evoluzione dei diritti civili, verso questo mondo che si fa sempre più complesso –nelle dinamiche sociali, culturali ed economiche- e che dunque richiede risposte più complesse.
Mentono, soprattutto, quando raccontano di voler difendere i “propri” lavoratori nazionali.
E mentono sapendo di mentire.
Perché la verità è che quella destra sovranista fa promesse ai lavoratori, ma corre a baciare la pantofola di Orban, che caccia gli stranieri e poi costringe i lavoratori ungheresi ad una nuova schiavitù, fatta di straordinari obbligatori e 10 ore di lavoro al giorno. La verità è che quella destra sovranista grida “Riprendiamoci i confini del Regno!” e tifa per la Brexit, ben sapendo che sarà un disastro per i lavoratori stranieri e per quelli inglesi: con la Brexit, infatti, rischiano tutti di perdere il diritto alle ferie e alla malattia, garantito oggi nel Regno Unito solo per rispetto della normativa europea. La verità è che quella destra sovranista  racconta di una tassa semplice, uguale per tutti, così non c’è il rischio di imbrogliarsi: e invece è fatta apposta per imbrogliare chi lavora, chi è in pensione, perché il ricco pagherà quanto il povero ed il povero non avrà nemmeno più servizi o investimenti pubblici a disposizione.
Mentono, sapendo di mentire: questi sovranisti vogliono i lavoratori di tutto il mondo divisi. Perché i lavoratori divisi sono molto molto più deboli, facili prede delle grandi potenze politiche, economiche e finanziarie. Guarda caso, proprio le stesse grandi potenze che ispirano, guidano e finanziano i nostri sovranisti da barzelletta.
Noi lo sappiamo bene e sappiamo però anche che sono state le istituzioni europee e i singoli governi nazionali a scaricare tutto il peso della crisi sulle spalle di lavoratori e pensionati. Davanti a questo, le forze politiche storiche della sinistra europea non hanno svolto il proprio compito: insistere a negarlo fa solo il gioco di questa destra. E’ stata assecondata ogni ricetta economica e sociale neoliberista: col risultato che chi era più debole si è sentito anche più solo, spaventato dall’incertezza di un futuro percepito come peggiore del passato. Debolezza, solitudine, paura: il terreno ideale per far attecchire quelle menzogne.
L’Europa, l’Europa unita, deve cambiare radicalmente marcia e direzione, rimettendo al centro del proprio interesse il lavoratore-con i suoi diritti e i suoi bisogni- e chi un lavoro non lo trova. Non la finanza, non il mercato: ma il lavoro. Culla della giustizia sociale e della solidarietà, l’Europa deve smetterla di scimmiottare le ricette economico-sociali dei capitalismi più sfrenati. Le forze storiche della sinistra devono rapidamente cambiare  “agenda”, comportamenti e vocabolario. E anche il Sindacato europeo, su questo, deve far sentire la propria voce con più nettezza e maggiore forza.
cgillombardia
Il sindacato europeo, già: perché un’altra verità è che esiste e può esistere un solo vero internazionalismo, quello dei lavoratori. L’operaio francese e il fattorino tedesco, il cameriere italiano e l’insegnante polacca, il muratore olandese e l’impiegato romeno vivono nella stessa condizione, sviluppano gli stessi bisogni, rivendicano gli stessi diritti. Relegare i diritti dei lavoratori nei confini della propria nazione e contrapporli gli uni agli altri è stato già fatto: ha sempre portato conseguenze drammatiche, soprattutto per i lavoratori.
Qualcuno, dalle nostre parti, forse l’ha dimenticato, ma “quegli altri” invece ce l’hanno ben chiaro: l’unità dei lavoratori è la vera forza storica inarrestabile. Ed è proprio questa –alla fin fine- che i sovranisti vogliono negare, impedire, spezzare. Perché solo l’unità dei lavoratori può sovrastare l’onda nera.
L’unità dei lavoratori vive di solidarietà, giustizia sociale, anche umanità: sono le nostre parole, vecchie ma potentissime. E siamo chiari: abbiamo il diritto di usarle solo se non le lasciamo, appunto, come “parole”,  solo se non le rendiamo promesse infrante. Bisogna praticarle concretamente ogni giorno, in ogni aspetto del nostro impegno, con coerenza e –quindi- credibilità.
Con la fatica del pensiero e della parola e dell’ascolto e con le maniche sempre rimboccate.
Non è soltanto “giusto”, farlo: se fai così, funziona proprio.
Se lo fai, succede –per esempio- di non essere più il solo ad esporre un lenzuolo al tuo balcone.
E succede, se lo fai, di non avere nemmeno più paura, se la polizia te lo fa togliere: perché ne spuntano altri cento, intorno a te. Ed ogni lenzuolo grida la verità, grida che il re è nudo, grida che i sovranisti mentono sapendo di mentire.
O succede che viene il sindaco d’una cittadina calabrese, all’Università di Roma, per parlare di accoglienza e giustizia e solidarietà ed umanità. E succede che vengono gli sgherri dei sovranisti a volerglielo impedire, protetti e coccolati addirittura dal Ministro dell’Interno.
Ma succede che saranno stati una trentina, poveretti; noi, dalla parte di chi è solidale e coerente e credibile, eravamo più di diecimila.
Così uniti e quindi tanto forti da sovrastare l’onda nera.
Andrea Malpassi, Coordinamento area migrazioni e mobilità internazionali Inca Cgil

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