L’uragano Landini terrorizza i 5 Stelle – Giorgio Sbordoni

Paura, eh? Adesso che il sindacato ha portato in piazza centinaia di migliaia di cittadini, settimana dopo settimana, i cinque stelle, terrorizzati, armano il loro blog contro Maurizio Landini e ciò che rappresenta, il mondo del lavoro. Un attacco, ad personam, tanto scomposto quanto vano, perché i lavoratori, è l’evidenza dei numeri, stanno con Landini e in piazza continuano a scenderci.

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Volete davvero parlare di lavoro con la Cgil? Allora parliamo del decreto dignità che ha innescato un indegno turn over tra precari. Parliamo dell’abolizione della povertà, annunciata con grave leggerezza a settembre dello scorso anno, tanto per appiccicare sui muri di Facebook un manifesto elettorale che prendeva in giro milioni di persone e di bambini afflitti dalla miseria. Parliamo del silenzio di fronte all’intenzione dichiarata da Salvini di sospendere il codice degli appalti per due anni. Parliamo della promessa di reintrodurre l’articolo 18, tradita pubblicamente con un voto in Parlamento. Parliamo di lotta contro il caporalato, dei passi per potenziare la legge 199 del 2016, che siamo ancora in attesa di vedere. E parliamo della fermezza che, contro la strage continua delle morti sul lavoro, ha portato all’abbassamento delle tariffe Inail.

Oppure parliamo delle grandi vertenze al ministero guidato dal capo del movimento. Ex Ilva, ex Alcoa, Irisbus, FCA, Whirlpool, Blutec, Almaviva, Mercatone Uno, Treofan, più altre 150. In tutte queste situazioni Luigi Di Maio cosa ha portato a casa? E dov’è la politica industriale di questo governo del cambiamento?

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La solidarietà dei metalmeccanici a Landini

Prigionieri di un paradosso, quelli del movimento restano immobili, impantanati in una non alleanza con una coda, quella tra le gambe di Di Maio, e un capo, Salvini, che li sta cannibalizzando. Inerti nel loro contesto di riferimento, il governo e il Parlamento del Paese, hanno deciso di scaricare altrove l’ultima cartucciera, mettendo nel mirino il sindacato, in un attacco a Landini che assomiglia vagamente a una certificazione di esistenza in vita, una crisi di nervi che si fa sterile sussulto di fronte alla piazza straripante di Reggio Calabria, arrivata otto giorni dopo il successo della mobilitazione dei metalmeccanici a Napoli (e non solo). Insomma, colpito al cuore, in quel Sud che ne era stato, ai bei tempi, bacino elettorale e contraltare da unire/opporre al nord leghista, il movimento ha tentato la mossa della disperazione: lanciare fango e discredito sul sindacato, sport in voga, nonostante mai nulla di buono abbia portato a chi lo pratica. Esplodendo l’ultima cartuccia di un Mezzogiorno di fuoco in cui le piazze si sono colorate di rosso, mentre il giallo evaporava.

Evaporava travolto dall’insipienza pentastellata sul terreno del lavoro, alla quale hanno fatto eco i disastri sul terreno delle politiche sociali. Perché quota 100 è ben lontana dall’essere lo strumento con il quale spedire in soffitta la legge Fornero. E il reddito di cittadinanza lascia chi ne aveva bisogno, sostanzialmente, ancora in uno stato di bisogno – per tacere del caos che domina nella parte destinata al reinserimento al lavoro e della vicenda dei navigator, precari che sostituiranno altri precari, che dovranno insegnargli, prima di perdere il posto, come trovare il lavoro a chi non ce l’ha, neanche fossimo alla fiera dell’est –. Per non parlare delle falsità diffuse sulla questione del salario minimo, facile demagogia altrettanto facilmente smentita, anche su questo blog.

Ma dietro a questi dati di realtà, c’è un’altra realtà, più potente. I cinque stelle attaccano Landini perché, giorno dopo giorno, la Cgil, con le sue proposte e i suoi giudizi, semplicemente esistendo e dandosi da fare, pancia a terra, sui temi del lavoro e del sociale, ha smascherato il loro bluff. Anche quello più grave e odioso, quella silenziosa complicità con la parte verde bruna del governo sui porti chiusi, sugli sgomberi, sulla mancanza di reazione di fronte al reflusso nero che agita la pancia del Paese. Un tradimento verso tanti cittadini, anche tra gli iscritti al sindacato di Landini, che gli avevano dato il voto. Un tradimento imperdonabile per il quale stanno pagando un conto salato. Sparare su Landini e sulla Cgil non gli servirà.

Giorgio Sbordoni, RadioArticolo1

3 pensieri riguardo “L’uragano Landini terrorizza i 5 Stelle – Giorgio Sbordoni

  1. i 5Stelle si spaventano dell’uomo sbagliato..
    Il vero nemico e’ Salvini
    E ve lo dice un Pentastellato che non si rassegna a vedere, per colpa dei 5Stelle,questa Italia diventare sempre piu’ Fascista, Omofoba e Misogina…….

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  2. L’uragano Landini? Sbordoni ma di cosa parla? e cosa cita a riferimento e sostegno delle doti certamente coinvolgenti del sig. Landini? il problema è che negli ultimi 20 anni la classe politica ha svuotato di significato l’istituzione “SINDACATO” e lo ha riempito di persone “Gente” politicizzate, questi cresciuti ad una scuola di finta privatizzazione finalizzata solo ad interessi propri e non certo della collettività, fregandosene della risorsa “lavoro” unica garanzia per una vera umana.
    I rappresentanti sindacali di categoria nell’ultimo ventennio si sono venduti a turno ed hanno calato le loro braghe calpestando tutti i diritti ottenuti con spirito di sacrificio e sofferenze con le famose lotte dei lavoratori.
    Mi domando? Ma lei c’era quando si è combattuto? e quanto abbiamo pagato in termini di ore lavorative, retribuzioni, formazione etc.etc solo per aver lottato.
    Quanti sono caduti per strada lottando, può lei comprendere il senso di tradimento che abbiamo subito da questa classe dirigente sindacale figli di un sistema De Mita-Berlusconiana-D’alema succeduta dall’apocalisse Renziana?

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