Landini strapazza Salvini: “Le emergenze farlocche, servono a coprire quelle vere”

Maurizio Landini concede una lunga intervista al “Foglio”. Ad incalzarlo è il direttore, Claudio Cerasa. Tantissimi i temi affrontati nella  chiacchierata. Primo tra tutti il lavoro che manca e le condizioni dei lavoratori che vanno peggiorando, dei precari che continuano ad essere precari, in un clima di sfiducia crescente che si traduce anche in minore partecipazione alla vita sociale e politica, basti pensare – è il ragionamento di Landini – a come sia aumentata l’astensione alle elezioni, passando da 13 milioni delle ultime politiche a venti milioni alle europee.

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Sul reddito di cittadinanza, il segretario ripete un concetto già rodato: “Il lavoro non si crea con i centri per l’impiego ma facendo investimenti”. Landini ribadisce l’esigenza di una maggiore equità fiscale, cioè la patrimoniale, in un paese in cui “il 48% della ricchezza è nelle mani del 10% degli italiani”. Alla domanda di Cerasa su cosa pensi di Matteo Salvini, Landini è netto: “Ha avuto la forza di capire e saper bene interpretare il disagio sociale facendosi percepire dagli elettori come uno di loro. E’ stato capace di far leva sulle paure, alimentandole,  di indicare di volta in volta il nemico contro cui rivolgere l’astio”. Poi, ironico, il numero uno della Cgil, si concede una battuta: “Ad essere onesti, poi, dovrei chiedergli il copyright sull’uso delle felpe”.

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Ma torna subito serio: “Salvini ha occupato un vuoto che si è creato tra la rappresentanza politica e il mondo del lavoro. il sindacato ha sempre fatto bene il suo mestiere, mantenendo la sua autonomia dalal politica e così come abbiamo criticato in passato chi ha fatto il Jobs Act oggi diciamo che siamo pronti a scendere in piazza, anche con lo sciopero generale, assieme a Cisl e Uil, contro un governo che fa tutto l’opposto di ciò di cui ha bisogno il mondo del lavoro”. Ma a proposito di autonomia lei, Landini, chiede Cerasa, ha votato alle primarie del Pd: “No, non ho votato alle primarie e finché sarò un dirigente sindacale mi terrò lontano dalla politica di partito”. L’ultimo passaggi0 dell’intervista è dedicato all’unità sindacale: “Oggi – conclude Landini – i sindacati sono uniti e hanno deciso di farsi sentire, anche per evitare che le emergenze farlocche, come quella dell’invasione degli immigrati, possano coprire quelle vere, che riguardano l’economia”.

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Fortebraccio News

 

 

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