Landini: “Il sindacato ha tanto da imparare dalle lotte di Papignani”

“Il sindacato ha tanto da imparare dalle lotte di Bruno Papignani”. A parlare è il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dalle colonne dell’edizione bolognese di Repubblica. Papignani, una vita nei metalmeccanici, prima da operaio e poi da dirigente, aveva lasciato l’incarico di segretario generale della Fiom Emilia Romagna lo scorso 9 maggio e lo aveva fatto con la dignità che lo ha sempre contraddistinto, rivelando di essere affetto da una malattia rara ai polmoni “di cui non mi vergogno e che non nascondo” (qui il suo ultimo messaggio da segretario). Bruno è scomparso l’11 luglio, la sua ultima foto su Facebook, pubblicata il 4 luglio, lo ritrae sul letto di ospedale con la felpa della Fiom, segno dell’amore sconfinato che aveva nei confronti della Fiom e dei lavoratori. Nella sua stanza di ospedale, negli ultimi mesi, un viavai di compagni, amici e persone che gli volevano bene.  Tra questi Maurizio Landini e la segretaria generale della Fiom, Francesca Re David. Migliaia i messaggi di cordoglio giunti dai lavoratori e dai dirigenti sindacali dopo la sua scomparsa.

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I funerali di Papignani si terranno domani a Bologna, in concomitanza con l’incontro delle confederazioni sindacali con Matteo Salvini. Ma Landini, che a Papignani è legato anche da grande affetto e sintonia umana,  oltre che politica e sindacale, ha già annunciato – riporta Repubblica – che sarà presente all’ultimo saluto del compagno di tante battaglie: “Non solo sarò presente a Bologna ai funerali di Bruno – ha detto Landini a Repubblica – ma proporrò di pubblicare e studiare i suoi contratti che sono stati innovativi e possono insegnare come si fa sindacato”.

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Quando vi siete conosciuti Landini? Chiede il giornalista. “Ero ancora segretario a Reggio Emilia. Bruno era già un punto di riferimento, perché più delle chiacchiere conta quello che fai e dietro gli accordi più innovativi di Bologna c’era Papignani”.

Cosa le ha detto quando è diventato il segretario del sindacato di Di Vittorio, Lama e Trentin? “Era dispiaciuto – risponde Landini – perché la malattia gli aveva impedito di essere presente alla mia elezione. Ci aveva lavorato tanto e ci aveva creduto più di me. Andai a trovarlo a casa, c’era anche la sua compagna Fiorella. Abbiamo brindato, era felice. Mi abbracciò come aveva fatto tre anni prima, quando avevo firmato il contratto metalmeccanico, il primo unitario, dopo anni di divisioni”.

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Quando l’ha visto l’ultima volta? “Ci siamo sentiti e scritti spesso – ricorda Landini – fino a pochi giorni fa. L’ultima volta che l’ho visto con Alberto Monti è stato il primo maggio. Gli ho portato i garofani in ospedale e abbiamo scherzato perché in stanza con lui c’erano due ex metalmeccanici: diceva che tutte quelle macchine erano state fatte da operai metalmeccanici”.

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Come Papignani e come lei. “Bruno – dice ancora Landini – aveva inziato a fare il saldatore a 15 anni, come me. La fabbrica, la Fiom, il sindacato sono stati la nostra università. Bruno era uno che studiava e aveva imparato a inventare soluzioni contrattuali”.

Non era soltanto un signor No? “Al contrario – racconta il segretario generale della Cgil – penso alla Lamborghini. Fu il primo a indicarmi la soluzione tedesca, a crederci, a costruirla. Ricordo la sua felicità quando riuscì a rilanciare un’azienda in cui credeva. Anche per questo è stato chiamato in Germania. Era un dirigente sindacale con una visione, perciò da segretario generale della Fiom lo chiamai a risolvere  vertenze nazionali alla fincantieri e nelle imprese cooperative”.

Diceva che un buon contratto è tale solo se lo vogliono gli operai. “Aveva ragione. Il sindacato – conclude Landini – deve avere innanzitutto la fiducia di chi lavora. Può sbagliare, ma non deve essere mai in dubbio da che parte sta. io di una cosa sono sicuro: le lavoratricie e i lavoratori non hanno mai dubitato che Bruno fosse uno di loro”.

La camera ardente per Bruno Papignani verrà allestita nella giornata di lunedì 15 luglio dalle 9.30 alle 12.30 nel Salone Di Vittorio della Cgil di Bologna (via Marconi 67/2). I funerali si terranno alle 14 dello stesso giorno nella chiesa del Sacro cuore immacolato di Maria a Borgo Panigale.

Qui l’intervista integrale a Landini.

Fortebraccio News

 

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