Sindacato 1 – Caporali 0. Nasce il primo sportello di collocamento pubblico dei braccianti

Una rivoluzione. Uno stop al reclutamento illegale dei braccianti agricoli, allo sfruttamento schiavistico nei campi e al dominio dei caporali. E’ nato a Saluzzo, centro agricolo del cuneese, il primo sportello di collocamento pubblico dei lavoratori agricoli. Una vera e propria lista di lavoratori alla quale le aziende potranno “attingere” senza dover ricorrere all’intermediazione illecita di manodopera. Un progetto nato grazie all’impegno del sindacato, che coinvolge il Centro per l’Impiego, l’Agenzia per il lavoro, gli enti, e le associazioni di categoria e di volontariato. Attraverso i centri per l’Impego e le Apl verrà avviato un servizio di raccolta del fabbisogno di personale per favorire l’incontro tra domanda e offerta nel lavoro stagionale agricolo. La sperimentazione punta anche a privilegiare le aziende che operano sulla base di principi etici. Saluzzo non è nuova alle sperimentazioni, tanto da essere più volte richiamata negli interventi del segretario generale della Cgil Maurizio Landini come esempio virtuoso: a Saluzzo, infatti, grazie al lavoro congiunto di sindacati e associazioni, una caserma è stata riconvertita a struttura abitativa per i braccianti senza dimora.

Una vittoria per il sindacato che da sempre chiede l’attuazione della legge 199 contro il caporalato ma anche l’istituzione del collocamento pubblico in agricoltura, effettuato su criteri legali e trasparenti: “Un’intesa che esprime un’azione concreta – commentano Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila – e riconosce un grande valore alla contrattazione sindacale sul territorio cuneese. L’obiettivo comune, di regolarizzare e dare trasparenza nei rapporti di lavoro, dimostra anche l’attenzione di tutte le Parti coinvolte (APL, CPI, Associazioni datoriali, Ente Bilaterale agricolo, Comuni, Associazioni di Volontariato) su un tema così scottante. E’ importante che la sperimentazione prenda avvio dal territorio di Saluzzo, area dall’alta vocazione agricola e con un alto numero di lavoratori stranieri troppo spesso costretti a condizioni di lavoro poco dignitose e non rispettose di leggi e contratti”.

Un’esperienza che andrà senz’altro generalizzata a tutto il territorio nazionale.

Fortebraccio News

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