Vi racconto il sindacato di spiaggia – Cristian Franceschini Sesena

Come ogni estate, da ormai 10 anni a questa parte, la Filcams ha lanciato la sua campagna in difesa dei lavoratori stagionali, un esercito di più di trecentomila persone che, ogni anno, consentono a milioni di italiani e stranieri di godersi un meritato periodo di vacanza. Ma chi sono questi “forzati” dell’estate? Sono bagnini, cameriere, bariste, cuochi, lavapiatti, commessi che preparano la messa in scena del rito vacanziero, che si svolga su una piazza attrezzata, in un hotel, in un campeggio o in un cocktail bar e anche a loro dobbiamo in parte la riuscita di una giornata al sole o di una serata con gli amici.

Lavorano sempre dietro le quinte, nel #backstage appunto delle nostre ferie, spesso in condizioni che rasentano la schiavitù. Evasione contributiva, orari massacranti (dove una giornata di riposo diventa un miraggio), ma anche cottimo illegale: nel 2019 il turismo, in Italia, è anche e ancora questo.

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La campagna della Filcams quest’anno non si è fermata solo ai social network e ai comunicati stampa: ha preso vita, gambe e anima sui litorali italiani grazie all’impegno deciso delle strutture territoriali e dei delegati che hanno davvero compreso cosa significa essere un “sindacato di strada”. La Filcams Roma Lazio ha offerto aperitivi a Ostia e Nettuno assieme a utili informazioni sui diritti che anche un lavoratore stagionale deve esigere. Ad Imperia tutti in risciò sul lungomare di Sanremo, ma anche a piedi scalzi sulla sabbia rovente di Napoli e della Sicilia, o presidiando sotto ombrelloni rigorosamente rossi, quasi quotidianamente, le belle coste della Sardegna. Tutti si sono mobilitati verso le lavoratrici e i lavoratori ma anche verso bagnanti e viaggiatori sensibilizzandoli sull’importanza di quel lavoro che, anche se non si vede, vale. Ma la tutela individuale seppur necessaria da sola non basta: deve essere collocata in un più articolato pensiero politico collettivo che rifletta sul ruolo strategico della filiera turistica per l’economia del paese. Oltre al proselitismo, oltre alla ricerca fisica dei lavoratori sono fiorite le tavole rotonde e i dibattiti pubblici con datori di lavoro e istituzioni. A Vieste la Filcams Puglia ha presentato il suo “bollino etico” per le imprese che sanno stare sul mercato senza generare precarietà. A Muccia (Macerata) si é parlato di come rilanciare i luoghi del sisma puntando su una nuova stagione di turismo sostenibile. Da sempre infatti la più numerosa categoria degli attivi della Cgil si batte perché al turismo si rivolgano vere politiche industriali, che questo settore in definitiva superi l’esame di maturità, comprendendo finalmente che senza un lavoro di qualità non può esserci un offerta competitiva.

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Anche la Cgil tutta è impegnata su questo fronte come testimonia la nascita di un coordinamento nazionale a tema voluto dal vice segretario confederale Vincenzo Colla.
Nei mesi di agosto e di settembre, fedeli al principio che “i diritti non vanno mai in vacanza” si continuerà con il “sindacato di spiaggia” perché ovunque ci siano lavoratori noi andiamo.

Cristian Francheschini Sesena, segretario nazionale Filcams Cgil

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