“Il governo deve essere antifascista e antirazzista”, standing ovation per il discorso di Landini a Ravenna

Maurizio Landini ospite ieri sera alla Festa nazionale dell’Unità a Ravenna, interviene sulle questioni dell’attualità politica e sui passaggi che stanno portando alla formazione di un nuovo governo a guida Conte. Qualche giorno fa, sul Corriere della Sera, il segretario generale della Cgil, nel bocciare l’ipotesi di una riedizione del governo Cinquestelle-Lega, e nel precisare che non compete al sindacato parlare di nomi, aveva riconosciuto a Giuseppe Conte di aver “dimostrato coraggio politico e profilo istituzionale”. E di aver “riaperto i tavoli con le parti sociali’.

“Come vi ponete di fronte alla possibilità che nasca una nuova maggioranza?”, chiede il moderatore a Landini?

“Col governo precedente abbiamo contestato le scelte sbagliate – ha risposto Landini – e assieme a Cisl e Uil abbiamo indicato cosa secondo noi sarebbe stato meglio fare, il governo non ci ha ascoltai, abbiamo promosso mobilitazioni e a quel punto abbiamo ottenuto l’apertura di tavoli di trattativa. Con un fatto singolare, che nello stesso governo di tavoli ne sono stati aperti due, di cui uno dal ministro Salvini. Il nostro atteggiamento è stato sempre di merito, ci siamo battuti per chiedere di cambiare le politiche economiche. Con Cisl e Uil siamo riusciti a prendere una posizione comune anche durante la crisi politica. Ci ha preoccupato che Salvini chiedesse pieni poteri perché la nostra Costituzione non consente di avere pieni poteri proprio perché nasce dopo aver sconfitto il fascismo. Abbiamo anche detto che il problema di questo paese è che noi abbiamo bisogno di un governo che governi  per cambiare le politiche sbagliate fatte fino ad oggi. La vera alternativa al populismo è ricostruire una partecipazione vera e che la politica torni ad occuparsi dei problemi veri delle persone”.  Standing ovation dalla platea della Festa de L’Unità.

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 Landini si è soffermato anche sulla convocazione di Giuseppe Conte al Quirinale: “Prendo atto positivamente – ha detto il segretario – che il presidente della Repubblica ha convocato Giuseppe Conte. Dico in modo molto chiaro che il sindacato non ha governo amici o nemici. Certo c’è un discrimine che il governo deve essere antifascista e antirazzista e deve impegnarsi contro le diseguaglianze sociali. Noi i governi li giudichiamo per quello che fanno. Per me la discontinuità e la svolta non è solo rispetto all’ultimo governo ma anche ai governi precedenti. Non è più accettabile che continuiamo ad essere un Paese dove l’87% delle entrate Irpef le pagano lavoratori e pensionati ma allo stesso tempo c’è un’evasione fiscale di 120 miliardi all’anno. Non abbiamo bisogno della Flat Tax. E a proposito di flat tax voglio raccontare un episodio che considero significativo: una volta un iscritto durante un’assemblea mi ha detto: “Senti compagno, da quando voi sindacalisti parlate in inglese  io non ho più la pensione, quando tornerete a parlare in italiano?”

E sulle proposte e le cose da fare, Landini ha ribadito: “Se oggi si vuol fare una cosa seria va fatta una riforma fiscale in cui la riduzione delle tasse non deve essere generica. Se è vero, come dice Bankitalia, che in questi anni c’è stata una concentrazione della ricchezza mai vista, se è vero che il 50% di questa ricchezza è nelle mani del 10% degli italiani diventa brutto se quel 10% paga un contributo di solidarietà per rilanciare il Paese? Un governo di svolta cambia le politiche sbagliate del mercato del lavoro. Come il Jobs che ha peggiorato le condizioni dei lavoratori. Io mi aspetto che il governo faccia questi cambiamenti e mi aspetto che si ricostruisca un rispetto reciproco tra le forze politiche del governo e le parti sociali, perché, per essere chiari, la cosiddetta disintemediazione non l’hanno inventata i Cinquestelle ma c’è già da prima. E allora quando le cose son complicate e difficili hai bisogno dire la verità ai cittadini e c’è bisogno di coinvolgere i soggetti prima di prendere le decisioni. Cgil, Cisl e Uil hanno dodici milioni di iscritti, qualcosa rappresenteranno no? Confrontarsi con le parti sociali non è allungare i tempi ma rafforzare la democrazia. Occorre ricostruire luoghi e canali di partecipazione, e occorre ricostruire fiducia, in un paese in cui una persona su due non vota”.

Infine, Landini, parla dell’Europa: “Occorre porre con forza due grandi questioni all’Europa. Una sulle politiche migratorie. Le persone vanno salvate e allo stesso tempo va cambiato il Trattato di Dublino perché i processi vanno governati a livello europeo e tutti devono farsene carico. Due, occorre lanciare un piano straordinario di investimenti e queste risorse vanno scomputate dal deficit”.

Fortebraccio News

LEGGI IL COMMENTO DI ANDREA MALPASSI

Speciale “Per l’Italia del lavoro”
Alle 12.30 su radioarticolo1.it MaurizioLandini alla festa de L’Unità di Ravenna. Il Governo deve essere antifascista e antirazzista, deve occuparsi di ridurre le diseguaglianze e del lavoro

 

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