Emergenza climatica, la scossa di Landini: “Il clima non è una priorità per i soli ambientalisti”

Dal 20 al 27 settembre milioni di persone in tutto il pianeta si mobiliteranno per il terzo sciopero globale per il clima con iniziative volte a fare pressione sul vertice delle Nazioni Unite in programma per il 23 settembre a New York e per fare il punto sulla situazione climatica del pianeta e sull’attuazione dell’Accordo di Parigi.

La Cgil aderisce alla mobilitazione, sostenuta anche dal sindacato internazionale, con una serie di iniziative, e fra queste una già in programma che si terrà il 21 settembre nell’ambito delle Giornate del lavoro a Lecce. Che il clima e la questione ambientale fossero una priorità , per il sindacato rosso, non è una novità. Già al primo sciopero globale di marzo, che vide scendere in piazza milioni di giovani, la più grande organizzazione sociale del paese, scese in campo convintamente a sostegno della mobilitazione e non con un’adesione simbolica ma una partecipazione convinta perché , come spiegò in quei giorni Gianna Fracassi, vicesegretaria della Cgil, considerata l’anima green di Corso D’Italia, “abbiamo solo undici anni per cambiare radicalmente il modello di produzione e di consumo per renderlo sostenibile dal punto di vista climatico e sociale”.

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Gianna Fracassi e Pietro Bartolo

La Cgil aderì anche al secondo sciopero globale di maggio e, a luglio, in occasione della visita di Greta Thunberg in Italia, lo stesso segretario generale Maurizio Landini si incontrò con una delegazione del movimento Friday For Future, guidato dalla sedicenne svedese, simbolo della lotta ai cambiamenti climatici, a cui fu consegnata la tessera onoraria della Cgil, a conferma della convergenza di obiettivi tra il mondo ambientalista e quello del lavoro.

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Ma in occasione del terzo sciopero globale, la Cgil intensificherà lo sforzo e terrà  assemblee sui posti di lavoro sull’emergenza climatica e la lotta per la giustizia climatica: “Il clima – dice Landini – non è una priorità per i soli ambientalisti. La lotta per la giustizia climatica è innanzitutto una battaglia politica perché il riscaldamento globale ha gravi contraccolpi sui diritti umani, sulla giustizia sociale, sull’equità all’interno dei paesi, fra paesi e fra diverse generazioni e sul lavoro. È una lotta per la partecipazione, la democrazia e la piena occupazione”. La Cgil è sempre stata impegnata nel movimento per la giustizia climatica e continua ad esserlo nell’azione sindacale, nella mobilitazione e nelle alleanze con tutte le realtà, associazioni e movimenti impegnati nella nostra stessa battaglia”.

“Appare chiaro – continua il leader della Cgil – che dobbiamo ridurre l’uso delle risorse e allo stesso tempo garantire diritti umani e adeguate condizioni di vita e di reddito, superando le disuguaglianze. La soluzione passa solo attraverso un radicale e rapido cambiamento del modello di sviluppo che attraverserà i modelli di consumo, l’abbandono progressivo delle fonti fossili e dell’agricoltura intensiva, una ripartizione equa delle risorse limitate del pianeta, la riforestazione, la riconversione ecologica delle produzioni”.

Per Landini, insomma, si tratta di “una sfida che investe ed investirà necessariamente il lavoro e che si dovrà accompagnare ad un percorso di tutele per garantire una giusta transizione che non scarichi sui lavoratori i costi sociali di queste scelte e nel contempo determini la nascita di nuove opportunità occupazionali. È una sfida che ci riguarda e che vogliamo affrontare da protagonisti” conclude.

Due giorni fa, intanto all’assemblea generale della Flc Cgil, la categoria dei lavoratori della scuola, dell’università e della ricerca, è stata votata per la prima volta la proclamazione dello sciopero dell’istruzione e della ricerca per il prossimo 27 settembre, per sostenere concretamente i cortei ed il terzo sciopero globale.

Fortebraccio News aderisce e sostiene il terzo sciopero globale per il clima.

Fortebraccio News

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