Morire sul lavoro in una vasca di liquami – Giorgio Sbordoni

Quattro operai sono morti oggi mentre lavoravano in un’azienda agricola di Arena Po, in provincia di Pavia. Annegati in una vasca di liquami. I Vigili del Fuoco, per recuperare i corpi, hanno svuotato il bacino. I liquami sono defluiti lentamente, portandosi via la vita dei quattro uomini. Lasciando i loro cadaveri oscenamente sporchi e immersi nel fetore, esposti alla disperazione dei colleghi. Mai immagine fu più cruda e sincera nel raccontare lo stato di abbandono in cui versa l’attenzione alla salute e alla sicurezza. Dentro quella vasca c’è finito l’intero Paese che non riesce a trovare il modo di fermare questa mattanza. E con le mani sporche cerca di recuperare almeno le spoglie delle vittime. “Serve prevenzione, e quindi, formazione, serve una vera cultura della sicurezza da parte delle aziende e di tutte le istituzioni preposte ai controlli”, hanno scritto, in una nota congiunta, Cgil nazionale, Flai Cgil nazionale, Cgil Lombardia e Flai Cgil Lombardia. “Non si può, come ancora troppo spesso accade, continuare a considerare la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro un costo o un mero adempimento normativo e seguitare a morire di lavoro nel ventunesimo secolo”.

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Negli ultimi 12 anni sono oltre 17 mila i morti sul lavoro in Italia (fonte, Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro).

Giorgio Sbordoni, RadioArticolo1

 

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