I lavoratori Whirlpool hanno bisogno della nostra voce

Da qualche giorno gli operai della Whirlpool manifestano per le strade di Napoli. Oero hanno bloccato l’autostrada, La multinazionale americana ha optato per la decisione peggiore possibile. Lasciare la città, lasciare senza lavoro più di 400 persone. Che ora sono giustamente arrabbiate. In più, non contenta, l’azienda ha tenuto un atteggiamento offensivo verso i lavoratori. E non l’hanno detto solo i sindacati ma il ministro Stefano Patuanelli: “Oggi ho incontrato la dirigenza italiana di Whirlpool al Ministero dello Sviluppo Economico. Ho chiesto loro due cose molto semplici: le scuse per i lavoratori e le Istituzioni, e il ritiro della procedura di cessione”. Il ministro, ieri, ad un certo punto, ha dovuto persino interrompere il tavolo al ministero: “Non stiamo più parlando di un problema aziendale – ha spiegato – ma di una scelta ben precisa, direi quasi chirurgica. Una decisione che peraltro ha subito un’accelerazione inspiegabile, approfittando forse di una crisi di Governo agostana inaspettata, dopo che le interlocuzioni erano ripartite. Ai lavoratori di Napoli voglio solo dire che oggi mi sono arrogato il diritto di portare la loro voce e la loro preoccupazione sul futuro. Sono e sarò sempre al loro fianco prima come cittadino e oggi come Ministro”. Parole importanti, severe, delle istituzioni, che danno la misura dell’arroganza della Whirpool e che confermano ciò che da tempo va sostenendo la Fiom e cioè che la cessione dello stabilimento è “un pacco” e che nasconde in realtà un licenziamento collettivo. Sì perché l’azienda che dovrebbe rilevare il sito, la PRS Passive Refrigeration Solutions SA, sembrerebbe essere una scatola vuota, con sede legale in Svizzera, due dipendenti, e una casella postale. Ovviamente, i lavoratori non ci sono cascati e nemmeno Rosario Rappa, segretario Fiom di Napoli, che ha giustamente ironizzato su questa misteriosa entità svizzera: “Voglio ringraziare il presidente della Prs, Rudolphe Schmid, per l’illuminante intervista rilasciata oggi al “Corriere del Mezzogiorno” – ha commentato Rappa – dalla quale abbiamo appreso molti elementi utili che confermano quanto pensavamo e rendono inutile il confronto tra le parti previsto dalla procedura. In primis siamo sollevati dal fatto che la società esiste davvero, e non si tratta solo di una buca delle lettere – ma ha un ufficio in un co-working – sebbene con un capitale abbondantemente al di sotto di quello del cral dei dipendenti dello stabilimento Whirlpool di Napoli”.

La situazione al momento è delicatissima e sta per sfociare in un problema sociale non facilmente gestibile. I lavoratori intanto continuano a protestare, e noi tutti con loro.

Fortebraccio News

 

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