Ius Culturae, Morani (Pd) frena: “Un errore farlo ora”

La legge sulla cittadinanza ai figli degli immigrati, il cosiddetto ius culturae, rilanciata a sorpresa qualche giorno fa dal presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera, Giuseppe Brescia (M5S), si scontra con i primi “ni”. Che arrivano, sorprendentemente, dall’area di maggioranza, e precisamente dalla sottosegretaria allo Sviluppo Alessia Morani (Pd): “Scrivo questo post con la consapevolezza che attirerò molte critiche – ha scritto Morani su Facebook – ma anche con la convinzione di interpretare il “sentiment” della maggioranza delle persone che guardano con simpatia al nostro governo. Premetto che lo ius culturae è un principio sacrosanto ed una legge di grande civiltà ma riprendere ORA il dibattito sull’approvazione di questo provvedimento è un errore. Una legge di questo tipo deve essere approvata solo dopo avere dimostrato che c’è un modo efficace e diverso da quello di Salvini di governare i flussi migratori e di fare sul serio politiche di integrazione. Il paese è profondamente diviso sul tema dell’immigrazione e non basterà approvare una legge sullo ius culturae per eliminare le tossine del razzismo inoculate da Salvini. Anzi, rischia di avere l’effetto contrario perché ORA non sarebbe compresa. Aspettiamo giugno del prossimo anno diamo il tempo agli italiani di apprezzare la nostra azione di governo e poi approviamo lo ius culturae.
Sono anni che diciamo che dobbiamo ritornare in sintonia con il “popolo” e per farlo, però, occorre prestare davvero l’orecchio a quello che sente il “popolo”.
Abbiamo una grande occasione: per dare serenità al paese e per fare sentire a tutti ma proprio a tutti che siamo un unico popolo a prescindere dal colore della pelle”.

morani.png

Fortebraccio News

 

 

2 pensieri riguardo “Ius Culturae, Morani (Pd) frena: “Un errore farlo ora”

  1. Dalle “tossine del razzismo inoculate da Salvini” non si guarisce delegando al tempo il compito che deve essere impugnato da chi non solo afferma di non essere razzista ma lo dimostra nella pratica con la battaglia politica quotidiana. Un presunto realismo che indica semmai mancanza di coraggio politico è la premessa per giustificare ogni arretramento fatto sulle spalle di chi non ha voce, non ha diritti, nè possibilità di difendersi.
    Si è rimandato troppo col governo Gentiloni, è passato un’altro anno sotto la sferza del governo della paura e del razzismo e adesso c’è qualcuno che ha il coraggio di chiedere altro tempo e altri rinvii? C’è davvero di che indignarsi se, mentre centinaia di migliaia di bambini, ragazzi e giovani figli di immigrati che hanno fatto e fanno le scuole con i nostri figli e i nostri nipoti, si sente qualcuno dine con cinismo: “dovete aspettare ancora!”

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