“Il sindacato è l’emblema dell’antifascismo”. E la partigiana Rossella, 93 anni, commuove i delegati

A 93 anni, Mirella Alloisio, nome di battaglia “Rossella”, continua instancabile a raccontare gli orrori del fascismo e a ricordare quella straordinaria esperienza che fu la Resistenza. Lei, che il fascismo lo ha combattuto dall’età di sedici anni quando, alla scuola magistrale di Sestri Ponente, in pieno furore fascista, faceva agitazione antifascista, prima di “arruolarsi” tra le file partigiane: “Un giorno – racconta –  l’insegnante di ginnastica ci avvertì che sarebbe venuto un dirigente fascista per chiederci chi voleva iscriversi alla Repubblica di Salò. Io ho iniziato allora a fare propaganda antifascista con tutte le mie compagne di classe così quando quell’uomo arrivò in palestra e chiese, a chi accettava di iscriversi, di fare un passo avanti nessuna di noi si mosse, tranne una”. Ricorda ancora quel momento di terrore vissuto quando un professore, arrestato dai nazisti, non resse alle torture e fece il suo nome: “Lo portavano in giro per Genova” ricorda Mirella Alloisio “e se incontrava per strada qualche partigiano lo doveva indicare. Lui mi conosceva bene. Io stavo salendo per Vico Casana, lui e i suoi aguzzini stavano scendendo. Quando ho alzato gli occhi e l’ho visto mi si è gelato il sangue, mi sono girata e ho cominciato a correre in discesa come una pazza, pensavo che per me fosse finita. Invece non mi trovarono e cambiai subito il mio nome di battaglia in “Rossella”, non riferendomi alla O’Hara ma ai fratelli Rosselli”.

rossella landini
Rossella Alloisio e Landini (ph. Esmeralda Rizzi)

E anche oggi, ospite della Cgil umbra, presenti Maurizio Landini e il segretario regionale Vincenzo Sgalla, Mirella Alloisio ha rievocato, nel suo appassionato discorso, gli anni dell’orrore fascista. La platea attenta, come ipnotizzata dalle parole della partigiana combattente. Chi era presente, racconta di delegati commossi da quell’intervento spesso interrotto dagli applausi. E alcune parole, Mirella Alloisio, le ha dedicate anche al sindacato: “Nelle Camere del Lavoro la gente aveva imparato a lottare per i propri diritti. Mussolini lo sapeva bene e non è un caso che il Fascismo iniziò attaccando, distruggendo le Camere del Lavoro e togliendo i diritti e le libertà sindacali. Il sindacato è l’essenza dell’antifascismo”. Il sindacato non poteva essere spiegato meglio.

Fortebraccio News

Le foto sono di Esmeralda Rizzi

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